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25 Giugno 2026

La Uefa e l’abolizione dei tempi supplementari nella Champions League

La Uefa valuta l'eliminazione dei supplementari per migliorare il benessere degli atleti.

Logo UEFA con riferimento all'abolizione dei tempi supplementari
Scopri come l'abolizione dei tempi supplementari cambia la Champions League.

Un cambiamento atteso nella Champions League

Negli ultimi anni, il mondo del calcio ha visto un aumento delle discussioni riguardanti il benessere degli atleti e la gestione del calendario. La Uefa, l’organo di governo del calcio europeo, sta considerando una proposta che potrebbe cambiare radicalmente la fase a eliminazione diretta della Champions League: l’abolizione dei tempi supplementari. Questa idea, secondo quanto riportato dal The Guardian, nasce dall’esigenza di ridurre il carico di lavoro per i calciatori, che spesso si trovano a giocare un numero eccessivo di partite in un periodo di tempo ristretto.

Le ragioni dietro la proposta

La questione dei tempi supplementari è stata sollevata da diversi sindacati dei giocatori, i quali sostengono che la loro eliminazione potrebbe giovare alla salute degli atleti. Con l’introduzione della nuova fase campionato della Champions League, in cui ogni club è obbligato a disputare un minimo di otto partite, la situazione è diventata ancora più complessa. Inoltre, la partecipazione di altre squadre europee alla controversa Coppa del Mondo per club Fifa, che si svolgerà in estate a Miami, aggiunge ulteriore pressione sui calendari già congestionati.

Impatto sui club e sui broadcaster

La proposta di eliminare i tempi supplementari ha suscitato interesse non solo tra i club di vertice, ma anche tra le squadre considerate sfavorite. Infatti, l’abolizione di 30 minuti extra di gioco potrebbe rappresentare un vantaggio significativo per le squadre più piccole, che spesso si trovano a dover affrontare avversari di maggiore caratura. Anche i broadcaster, che gestiscono i diritti televisivi delle competizioni, guardano con favore a questa proposta, poiché ridurrebbe i problemi legati alla programmazione degli eventi, evitando slittamenti in caso di tempi supplementari.

Prospettive future e approvazione della Uefa

Nonostante l’interesse suscitato dalla proposta, il The Guardian avverte che un cambiamento potrebbe non avvenire prima della fine dell’attuale ciclo di diritti televisivi, che si concluderà nel 2027. Inoltre, al momento non è stata presentata alcuna proposta definitiva, e qualsiasi modifica dovrà essere ratificata dal comitato esecutivo della Uefa. Questo processo potrebbe richiedere tempo, considerando che in passato sono state necessarie approvazioni simili per modifiche significative, come l’eliminazione del vantaggio dei gol in trasferta nel 2021.

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