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8 Maggio 2026

AEK Atene elimina l’Unicaja e si prepara alla sfida col Rytas Vilnius

AEK Atene domina l'Unicaja al Palau e strappa il pass per la finale contro il Rytas Vilnius: ecco perché la semifinale ha avuto uno svolgimento netto e quali saranno i temi decisivi

AEK Atene elimina l'Unicaja e si prepara alla sfida col Rytas Vilnius

La Basketball Champions League 2026-2026 vive una svolta significativa: al Palau Municipal d’Esports di Badalona l’AEK Atene ha conquistato la seconda semifinale superando l’Unicaja Málaga per 78-65 e prenotando l’appuntamento con il Rytas Vilnius in una finale che mette di fronte due filosofie diverse di gioco. Questo successo è arrivato grazie a una serata in cui i greci hanno saputo trovare più soluzioni offensive e imporre ritmi che hanno messo in difficoltà i campioni in carica.

Allo stesso evento il Rytas Vilnius aveva eliminato La Laguna Tenerife, preparando così una finale senza squadre spagnole: un fatto che, nella storia recente della competizione, avviene solo per la terza volta. Le dinamiche delle due semifinali hanno messo in luce punti di forza opposti: l’organizzazione di gioco e la qualità dei singoli per l’AEK, contro l’atletismo e la freschezza fisica dei lituani.

Come si è sviluppata la semifinale: AEK Atene contro Unicaja Málaga

La partita ha preso una piega chiara già nelle fasi iniziali, quando l’AEK ha piazzato lo strappo che ha condizionato il resto della gara. I greci hanno alternato la circolazione di palla e penetrazioni interne, con Josh Bartley che ha chiuso miglior realizzatore della sua squadra con 16 punti e con Vasilije Lekavičius abile a dettare i tempi con 14 punti e 5 assist. Importante anche il contributo atletico di Greg Brown III, che ha scavato il campo con rimbalzi e schiacciate (8 punti e 7 rimbalzi, con un perfetto 4/4 da due). Dall’altra parte, l’Unicaja ha faticato soprattutto dall’arco: il 8/32 finale dal perimetro ha vanificato i tentativi di rimonta, nonostante i 12 punti e 6 assist di Kendrick Perry.

La serata al Palau: atmosfera e impatto dei singoli

Il palazzetto ha vissuto momenti di grande intensità, con le giocate spettacolari di Brown che hanno galvanizzato i tifosi e spezzato le speranze avversarie. L’effetto campo è stato meno decisivo del previsto perché la partita è stata dominata dalla qualità delle scelte offensive dell’AEK: contropiedi, pick-and-roll ben gestiti e tagli senza palla. Anche Trey Nunnally ha dato il suo apporto (14 punti e 6 assist), fungendo da finalizzatore affidabile quando serviva chiudere le azioni. Sul versante tecnico, la serata ha evidenziato come la difesa greca abbia messo pressione sui tiratori spagnoli, costringendo Malaga a forzare numerosi tiri dalla distanza.

Rytas Vilnius: il percorso che porta alla finale

Nel primo atto della Final Four il Rytas ha fatto valere la propria fisicità e continuità offensiva contro La Laguna Tenerife, imponendosi 87-69. La gara è stata decisa da un parziale nel terzo quarto e dalla capacità di mantenere freschezza e intensità sul piano atletico negli ultimi dieci minuti. Il protagonista assoluto è stato Jerrick Harding, autore di 29 punti che hanno spaccato la partita; fondamentale anche il lavoro di Artūras Gudaitis e di Ignas Sargiūnas sotto canestro per controllare rimbalzi e secondi possessi. Tenerife ha provato a reagire grazie all’esperienza di Marcelinho Huertas, ma la serata negativa dall’arco (2/16) ha limitato le possibilità di rimonta.

Significato sportivo e bilancio storico

La finale che si profila mette in scena diversi primati e curiosità: è la terza volta che nella competizione non compare una squadra spagnola nell’ultimo atto, è la prima finale che vede una formazione lituana contro l’AEK e rappresenta la terza presenza dell’AEK in una finale di questo livello per la sua storia europea. Sul versante dei palmarès, l’AEK può vantare vittorie importanti in competizioni continentali minori come due Coppe Saporta, mentre il Rytas ha nel suo curriculum due titoli di EuroCup (2016 e 2019), segno di una società abituata a competere su più fronti.

Cosa aspettarsi dalla finale: temi tattici e contrapposizioni

La partita decisiva dovrebbe caratterizzarsi per il confronto tra la maggiore esperienza internazionale dell’AEK e l’atletismo agonistico del Rytas. I greci arriveranno con il vantaggio di una distribuzione dei punti più corale e dell’efficace regia di Lekavičius, mentre i lituani punteranno sul ritmo e sulle invenzioni in penetrazione di Harding. Due aspetti chiave saranno il controllo dei rimbalzi difensivi, dove la presenza di Gudaitis potrebbe fare la differenza, e la difesa sulle trasferte di palla che determinerà la qualità dei tiri aperti: se il Rytas riesce a limitare le penetrazioni e a forzare i tiri da fuori, la partita può inclinare a suo favore; se l’AEK impone pazienza e letture offensive, l’equilibrio pende verso i greci.

La finale quindi non sarà solo una questione di punti, ma di scelte e adattamenti tattici: chi saprà leggere meglio i momenti critici, chi avrà più energia nei secondi possessi e chi costringerà l’avversario a tiri scomodi avrà il netto vantaggio. Per gli appassionati si profila un confronto ricco di spunti tecnici e di intensità emotiva, con due squadre che hanno saputo imporsi nelle rispettive semifinali con autorità e che ora si giocano il titolo continentale.

Autore

Massimiliano Cardinale

Massimiliano Cardinale di Catania iniziò condividendo una ricetta di famiglia durante una sagra di paese, attirando una comunità di follower: quel gesto lo spinse in redazione con tono informale. Propone contenuti social e porta appunti con nomi di produttori locali e mosse di cucina.