La pubblicazione di un estratto pubblicitario che vede protagonista Zlatan Ibrahimovic ha scatenato una nuova ondata di malumore tra i tifosi del AC Milan. Il contenuto, rilanciato sui social il 03/06/2026, mostra l’ex attaccante in una veste da testimonial per uno sponsor legato ai Mondiali e al ruolo di commentatore per Fox Sport, con frasi ad alto tono autocelebrativo come “Ascoltate Zlatan, qualcosa di grande sta arrivando“.
La reazione popolare non si è fatta attendere: sotto il post sono comparsi messaggi di protesta e, nelle strade di Milano soprattutto nella zona San Siro, sono state lasciate scritte contro i vertici che i tifosi ritengono responsabili della situazione societaria.
Il contesto della contestazione
La rabbia dei sostenitori arriva dopo una stagione difficile: la squadra e la dirigenza sono state al centro di una vera e propria rivoluzione interna e, a più di una settimana dall’esonero collettivo di tecnici e dirigenti, il club non ha ancora nominato tutti i sostituti. In questo clima l’immagine pubblica di figure come Ibrahimovic e Gerry Cardinale è diventata un bersaglio facile.
I bersagli delle scritte
Le scritte rilevate in città e nella zona dello stadio Giuseppe Meazza riportano slogan eloquenti: “Ibra sabotatore, vattene“, “Via le merde dal nostro Milan“, “Cardinale go home“, “Cardinale sanguisuga” e “Kirovski dilettante dimettiti all’istante“. Oltre a Cardinale e Ibrahimovic, nel mirino dei tifosi è finito anche Jovan Kirovski, dirigente statunitense confermato nonostante il progetto Milan Futuro sia retrocesso in Serie D nella stagione 24/25.
Perché lo spot ha infiammato gli animi
Ai sostenitori non è piaciuto che una figura ancora formalmente collegata alle decisioni societarie desse visibilità a un contenuto commerciale in un momento di crisi. Il video dello spot, prodotto da Nike per i Mondiali e diffuso su profili social, ritrae Ibrahimovic che parla al megafono con tono autoritario: un’immagine che molti tifosi hanno giudicato stonata rispetto alla situazione interna del club.
Incrocio tra comunicazione commerciale e responsabilità istituzionale
La vicinanza tra il ruolo di senior advisor di RedBird e le attività promozionali del personaggio ha fatto scattare il senso di ingiustizia: i tifosi chiedono trasparenza e risposte concrete sulla guida sportiva ed economica del Milan, e percepiscono lo spot come un esempio di priorità sbagliate. Alcuni commenti sotto il post invocano semplicemente: “Vattene” e “Libera il Milan“.
Le ricadute pratiche e l’atmosfera in città
Le scritte e i messaggi di protesta non sono solamente espressione verbale: creano un clima che si riflette anche attorno allo stadio Giuseppe Meazza e nei punti nevralgici di Milano, dove gruppi della tifoseria organizzata hanno già manifestato in passato la propria contrarietà alla proprietà. La persistenza delle contestazioni rende più complesso il dialogo tra società e tifosi.
Il futuro prossimo
In mancanza di interventi decisivi che possano rassicurare il pubblico, la tensione rischia di proseguire. La chiamata all’azione dei tifosi è chiara: la cessione del club o l’allontanamento di figure ritenute responsabili. La palla ora passa alla proprietà, RedBird, e ai suoi rappresentanti istituzionali, chiamati a gestire una situazione di forte scontento nel periodo post-stagione.
La foto che circola insieme ai commenti social riporta anche l’immagine di Maldini trasformata in simbolo di protesta, a testimoniare quanto la frattura tra parte della tifoseria e i vertici resti profonda. Il confronto tra comunicazione pubblicitaria e responsabilità gestionale rimane il nodo centrale della discussione.
Resta da vedere se la società risponderà con un piano di chiarimenti o con scelte organizzative che possano ricucire il rapporto con i tifosi; fino ad allora, ogni nuova apparizione pubblica legata a membri della proprietà o a figure comunque accostate alla gestione del club sarà probabilmente valutata alla luce di quanto accaduto il 03/06/2026.
