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19 Giugno 2026

Elezioni FIGC 2026: tutto quello che c’è da sapere sulla sfida tra Malagò e Abete

Il 22 giugno 2026 si voterà per il nuovo presidente della FIGC. Scopri i candidati, le loro proposte e le dinamiche elettorali

Elezioni FIGC 2026: tutto quello che c'è da sapere sulla sfida tra Malagò e Abete

Il mondo del calcio italiano è in fermento in vista delle elezioni federali che si terranno il prossimo 22 giugno presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel. Due sono i candidati in lizza per la presidenza della FIGC: Giovanni Malagò, ex numero uno del CONI, e Giancarlo Abete, presidente della LND. La sfida elettorale si preannuncia avvincente e cruciale per il futuro del calcio nazionale.

Le elezioni, che si terranno alle 8.30 in prima convocazione e alle 11 in seconda, vedranno la partecipazione di 273 delegati rappresentanti delle società della Serie ASerie BLega Prodella LND, degli atleti e dei tecnici. Un’assemblea elettiva che promette di essere intensa e ricca di colpi di scena.

Il parere dell’ANAC e la questione del ‘pantouflage’

Uno degli ostacoli principali alla candidatura di Malagò era legato alla questione del pantouflageovvero i vincoli per chi ha ricoperto incarichi pubblici e passa al settore privato. Tuttavia, l’ANAC ha recentemente chiarito che la disciplina sulle incompatibilità successive non trova applicazione nel caso specifico delle cariche apicali in enti sportivi privati. Questo parere ha eliminato uno degli ultimi ostacoli formali alla candidatura di Malagò, permettendogli di presentarsi alle elezioni con maggiore serenità.

Malagò ha espresso soddisfazione per il parere dell’ANAC, dichiarando all’ANSA: “Ho appreso con soddisfazione il parere dell’Anac. Ognuno adesso può giudicare l’accaduto. Ho sempre sostenuto la correttezza della mia posizione nel merito.”.

Le proposte dei candidati

Giovanni Malagò ha delineato una visione di sistema centrata sulla crescita della Serie A come motore dell’intero movimento calcistico. “La Federazione deve accompagnare la Serie A senza invadere l’autonomia della Lega, ma assumendo il ruolo di garante dell’interesse generale”, ha affermato Malagò. La sua agenda include politiche federali che colleghino licenze nazionali, investimento nei vivai, sviluppo del calcio femminile, ammodernamento degli impianti e sostenibilità economica.

Giancarlo Abete, invece, ha puntato l’attenzione sulla struttura dei campionati e sulla formazione. “Le difficoltà di dare luogo a un progetto di riforma dei campionati sono un dato oggettivo”, ha dichiarato Abete. Il suo focus è sulla qualità del calcio italiano, che nasce nei primi anni di formazione. “Formare di più, formare meglio e formare tutti non è sufficiente: serve formare in modo progressivo, coerente e radicato nel campo”, ha aggiunto.

Il sistema di voto e gli equilibri

Le votazioni avverranno a scrutinio segreto con sistema di voto elettronico. Ogni delegato potrà indicare un solo candidato e il nuovo presidente sarà eletto con la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. La candidatura di Abete mantiene una base solida nel mondo dilettantistico, che potrebbe rivelarsi decisiva in caso di equilibrio stretto.

La sfida elettorale tra Malagò e Abete rappresenta un momento cruciale per il calcio italiano. Le loro visioni diverse per il futuro del movimento sportivo nazionale saranno al centro del dibattito e delle decisioni che verranno prese il prossimo 22 giugno.

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Aggiornato 12:06 CEST
Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.