L’inchiesta Arbitropoli, che ha scosso il mondo del calcio italiano, sembra avvicinarsi alla conclusione con una richiesta di archiviazione. Tuttavia, nuove intercettazioni e accuse stanno complicando il quadro, coinvolgendo direttamente l’Inter e l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
La Procura di Milano, guidata dal pm Maurizio Ascione sta per chiudere il fascicolo, ma non senza lasciare tracce di un’indagine che ha sollevato dubbi sulla regolarità delle designazioni arbitrali. Ascione, che lascerà la Procura per approdare alla Procura europea (Eppo) potrebbe non firmare il fascicolo, segnalando dissensi interni.
Le nuove accuse e le intercettazioni
Le ultime rivelazioni riguardano nuove intercettazioni che coinvolgono Rocchi e presunte pressioni dell’Inter per influenzare le designazioni arbitrali. Secondo la Procura, Rocchi avrebbe concordato con esponenti del club nerazzurro la designazione di arbitri graditi per partite chiave, come Torino-Inter del 26 e Inter-Verona della stagione 2026-24.
In particolare, per la partita contro il Torino, Rocchi avrebbe designato l’arbitro Maurizio Mariani solo dopo aver ottenuto il consenso dell’Inter, evitando così la nomina di arbitri considerati porta sfortuna dal club. Le intercettazioni rivelano anche malumori dell’Inter per la designazione di Mariani, che ha concesso un rigore ai granata, portando al pareggio per 2-2.
Le partite sotto indagine
Le partite finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sono diverse. Oltre a Torino-Inter e Inter-Verona, ci sono Bologna-Inter del 20 e Inter-Milan di Coppa Italia del 23. In queste occasioni, Rocchi avrebbe scelto arbitri graditi all’Inter, come Andrea Colombo e Daniele Doveri per evitare la designazione di arbitri ritenuti sfavorevoli.
Un altro episodio controverso riguarda la partita Udinese-Parma del primo, dove Rocchi avrebbe violato il protocollo Var, bussando alla sala di Lissone per influenzare la decisione di assegnare un rigore all’Udinese. Questo episodio, insieme ad altri, ha portato alla luce presunte pressioni sul Var anche in partite come Inter-Verona e Udinese-Parma della stagione 2026-24.
Le conseguenze e le prossime mosse
L’inchiesta, che ha visto cinque indagati tra cui Rocchi, accusa l’ex designatore di frode sportiva in concorso con esponenti dell’Inter. Tuttavia, non sono emerse intercettazioni dirette tra dirigenti del club e Rocchi, rendendo difficile dimostrare un collegamento diretto.
La Procura di Milano, con l’aggiunto Paolo Ielo punta a chiudere l’inchiesta entro fine mese. Gli atti saranno trasmessi anche alla giustizia sportiva e alla Commissione parlamentare antimafia che intende verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata. Rocchi, che si è autosospeso il 25 aprile scorso, ha spiegato ai pm di aver agito in buona fede, rivendicando la bontà delle sue designazioni.
Nonostante la richiesta di archiviazione, le nuove accuse e intercettazioni lasciano aperta la possibilità di ulteriori sviluppi. L’indagine ha sollevato dubbi sulla trasparenza delle designazioni arbitrali e sulla possibile influenza dei club sulle decisioni arbitrali, un tema che continua a suscitare dibattito nel mondo del calcio.



