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29 Luglio 2026

Europei Under 18: il quarto posto dell’Italia e il ruolo di Giorgio Sabbadin

Giorgio Sabbadin, allenatore dell'Accademia Kioene Pallavolo Padova, ha vissuto un'esperienza indimenticabile agli Europei Under 18 maschili, dove l'Italia ha conquistato un prestigioso quarto posto

Europei Under 18: il quarto posto dell'Italia e il ruolo di Giorgio Sabbadin

Giorgio Sabbadin, responsabile tecnico dell’Accademia Kioene pallavolo Padova ha vissuto un’esperienza intensa e formativa agli Europei Under 18 maschili conclusisi il 18 luglio a Porto San Giorgio. Come secondo allenatore nello staff di Vincenzo Fanizza, Sabbadin ha guidato gli azzurrini verso un quarto posto, sfiorando il podio in una rassegna continentale ricca di emozioni.

Il percorso dell’Italia è stato un’altalena di emozioni, con una semifinale persa al tie-break contro la Francia e una finale per il bronzo persa contro la Bulgaria. Un risultato che, nonostante il rammarico, ha un valore aggiunto importante: la qualificazione al prossimo Mondiale di categoria regalando a questi giovani atleti un’ulteriore occasione di crescita.

Un viaggio di crescita e sacrificio

Il cammino degli azzurrini è iniziato il 2 giugno con il primo collegiale e si è concluso il 18 luglio con la finale per il terzo e quarto posto. Sabbadin ha sottolineato l’importanza di costruire un gruppo solido, considerando che dieci atleti su quattordici erano alla loro prima esperienza internazionale. “La priorità è stata capire a che punto fossimo rispetto ai nostri coetanei europei”, ha dichiarato il coach.

Il lavoro fianco a fianco con Fanizza e lo staff azzurro ha portato con sé un grande volume di lavoro e una mentalità di sacrificio, mettendo sempre le esigenze della squadra davanti a quelle personali. “Mi porto a casa le relazioni costruite e lo scambio di idee con uno staff fatto di persone professionali e appassionate”, ha aggiunto Sabbadin.

Le sfide e le vittorie degli azzurrini

Il quarto posto è un risultato che brucia, soprattutto dopo aver sfiorato il podio con una semifinale persa al tie-break. “Quando si indossa la maglia della Nazionale si lavora sempre per andare a medaglia”, ha spiegato Sabbadin. Nonostante ciò, il cammino verso la semifinale è stato un viaggio di rimonte e vittorie di carattere, con prestazioni solide contro avversari come Serbia, Finlandia, Slovenia e Turchia.

Sabbadin ha riflettuto sul percorso del gruppo, sottolineando come tre dei sei titolari siano ragazzi di un anno più giovani rispetto alla categoria e come altri due abbiano cambiato ruolo proprio a inizio giugno. “L’intero gruppo ha avuto modo di vivere momenti da protagonista in campo, certificando come la grande disponibilità e la mentalità di questi ragazzi abbiano fatto da volano per un processo virtuoso”, ha affermato il coach.

La rimonta contro la Francia

Tra i momenti più memorabili, Sabbadin ricorda la rimonta contro la Francia, dal 22 a 16 con la vittoria di quel quarto set. “Lì si è visto davvero di cosa sono capaci questi ragazzi”, ha dichiarato il coach. Un momento che ha dimostrato la tenacia e le idee chiare di questi giovani atleti, capaci di mettere in difficoltà anche gli avversari più forti.

Il ritorno a Padova e le prospettive future

Ora che il torneo è alle spalle, Sabbadin tornerà al suo lavoro quotidiano a Padova, portando con sé nuovi spunti di lavoro. “Qualcosa cambia sempre, un po’ perché la pallavolo si evolve e cambia le proprie sfumature nel tempo, un po’ perché per la crescita personale è necessario modificare qualcosa nell’approccio o nel metodo”, ha spiegato il coach.

Giorgio Sabbadin ha ricevuto i complimenti di tutta la Pallavolo Padova per un’esperienza vissuta con la stessa dedizione che porta ogni giorno nel lavoro con il settore giovanile bianconero. Un viaggio che ha lasciato un segno indelebile e che promette di portare nuovi frutti nel futuro.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.