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17 Settembre 2026

Scandali: Bordeaux, Lille, Boavista e Viareggio sotto accusa

L’investitore Gérard López trascina i club verso il baratro, mentre la Guardia di finanza svela una bancarotta da 2,7 milioni a Viareggio.

Scandali: Bordeaux, Lille, Boavista e Viareggio sotto accusa

Negli ultimi anni il panorama calcistico europeo è stato scosso da una serie di crisi finanziarie che hanno coinvolto club tradizionali, molti dei quali sotto la direzione di Gérard López. L’imprenditore lussemburghese, noto per le sue operazioni ad alto rischio, è stato al centro di retrocessioni, vendite per un euro e accumuli di debiti che hanno messo in ginocchio realtà con una storia secolare.

Parallelamente, le autorità italiane, con l’operazione denominata “VAR”, hanno scoperto una grave irregolarità contabile in una società calcistica di Viareggio. L’indagine ha rivelato un buco di 2,7 milioni di euro e ha portato alla denuncia di sei persone per bancarotta fraudolenta. Il seguente articolo analizza i due casi, evidenziando le dinamiche che hanno condotto a queste situazioni di emergenza.

Gérard López e il declino dei club europei

L’appartenenza di López al mondo del calcio inizia nel 2017, quando acquista il Lille OSC dal produttore cinematografico Michel Seydoux. Nella sua strategia, il capitalista ha puntato a monetizzare la squadra vendendo talenti emergenti: tra il 2019 e il 2020 ha incassato più di 200 milioni di euro dalla cessione di giocatori come Nicolas Pépé, Rafael Leão, Gabriel Magalhães e Victor Osimhen. Nonostante questi introiti, il club ha chiuso il 2020 con un debito superiore a 50 milioni di euro, costringendo il fondo statunitense Elliott Management a rilevare le quote di López. Solo sei mesi dopo, il Lille ha riconquistato il titolo di Ligue 1.

Bordeaux: la retrocessione a livello regionale

Nel giugno 2021 López arriva a capo del FC Bordeaux erede di oltre un secolo di storia e sei campionati francesi. Il club, già gravato da debiti di circa 50 milioni di euro, subì sotto la sua gestione un ulteriore aumento del debito, più che raddoppiato in tre anni. La squadra è scesa nella Ligue 2 nel 2022, per poi subire retrocessioni successive decretate dai tribunali sportivi, fino a essere confermata nella sesta divisione regionale (Régional 1). López ha infine venduto il club per un simbolico euro, lasciandolo sull’orlo del fallimento.

Boavista e Royal Excel Mouscron: altre avventure infruttuose

Nel frattempo, López aveva acquisito anche il Boavista FC (Portogallo) e il Royal Excel Mouscron (Belgio). Il club portoghese, campione nazionale nel 2001, era stato promosso in serie A dopo due retrocessioni legate a uno scandalo di corruzione. Dopo l’arrivo di López, Boavista è sceso in seconda divisione e, a causa di debiti superiori a 150 milioni di euro, è stato ulteriormente retrocesso in quinta serie, rischiando la liquidazione. Il Mouscron, invece, è retrocesso in seconda divisione un anno dopo l’acquisto e, nell’estate del 2022, è caduto nella quarta serie per irregolarità finanziarie, fallendo prima dell’inizio della stagione.

Il profilo di López è spesso definito da osservatori come quello di un “becchino” del calcio: acquisisce società già indebitate, riduce i costi di acquisto e mira a ottenere guadagni rapidi dalla cessione di giocatori. Le sue operazioni avvengono tramite la holding Jogo Bonito il cui patrimonio è stimato intorno ai 70 milioni di euro. Le critiche si sono intensificate quando sono emersi legami con banche russe soggette a sanzioni e un procedimento penale in Lussemburgo per presunto falso in trasferimenti di denaro tra Regno Unito e Hong Kong.

Operazione VAR: la Guardia di finanza scopre una bancarotta da 2,7 milioni a Viareggio

L’indagine “VAR”, condotta dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Lucca, ha rivolto i riflettori su una società calcistica di Viareggio, attualmente in liquidazione giudiziale. L’analisi dei documenti fiscali, delle testimonianze di consulenti e del curatore della procedura ha ricostruito un disastro contabile durata dieci anni, con la distruzione di tutte le scritture contabili, rendendo impossibile un tracciamento preciso del patrimonio e dei flussi di denaro.

Cause e modalità della frode

Le autorità hanno accertato che la società ha accumulato un debito verso l’Erario di circa 2,7 milioni di euro, derivante da imposte e contributi non versati per calciatori e dipendenti. Gli amministratori, succedutisi nel tempo, hanno adottato una gestione opaca, pagando selettivamente le imposte per mascherare l’entità del dissesto. La distruzione sistematica delle scritture contabili è stata individuata come una mossa volta a occultare manovre distrattive e a rendere più difficile la ricostruzione dei fatti.

Al termine dell’operazione, sei soggetti – tra cui ex amministratori, un professionista e altri collaboratori della gestione – sono stati denunciati per diverse ipotesi di bancarotta fraudolenta. Il caso evidenzia come la mancanza di trasparenza e la manipolazione dei dati contabili possano portare a gravi conseguenze per il tessuto calcistico locale, minacciando la continuità di realtà sportive già in difficoltà.

La speranza è che una maggiore vigilanza e regole più stringenti possano impedire il ripetersi di simili tragedie nello sport.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.