Salta al contenuto
4 Ottobre 2026

Nautica da diporto: 5,7 miliardi di impatto economico nel 2025

Scopri come la nautica da diporto trasforma le coste italiane in un motore da quasi 6 miliardi di euro.

Nautica da diporto: 5,7 miliardi di impatto economico nel 2025

Durante la settima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova, tenutasi il 3 ottobre, è stato presentato il primo studio “Yachting Tourism and Economic Contribution” realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica. L’analisi, basata su dati del 2025, mette in luce che il turismo nautico italiano ha generato un impatto diretto di circa 5,7 miliardi di euro di cui il 63 % proviene da spese operative – ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggio – e il restante 37 % da consumo a terra, come ristorazione, shopping e hospitality.

Ripartizione della spesa e ruolo dei superyacht

Le cifre rivelano una forte concentrazione di valore nella fascia alta della flotta. I superyacht, che rappresentano solo il 3 % delle imbarcazioni attive in Italia, generano il 42 % dell’impatto economico diretto. Se si includono anche gli yacht premium tra i 18 e i 24 metri, la percentuale sale al 7 % della flotta e al 55 % del valore prodotto. La spesa operativa media per unità varia da circa 200 euro al giorno per le piccole imbarcazioni, fino a 78 000 euro per i superyacht, mentre i consumi a terra si attestano tra 45 e 650 euro per persona al giorno.

Stagionalità e permanenza dei superyacht

Il 93 % dei superyacht che attraccano nelle acque italiane è di bandiera estera; il 66 % misura tra i 30 e i 60 metri. Il 56 % di questi segue un regime stagionale, con una media di 23 giorni di sosta per imbarcazione, concentrandosi soprattutto nella Costa Smeralda e nel Golfo di Olbia. I 1 200 superyacht stagionali visitano in media sette località, mentre i 960 staziali trascorrono circa 193 giorni all’anno, prevalentemente in Liguria, nella Riviera dei Fiori, Genova e il Golfo della Spezia.

Infrastrutture portuali e distribuzione geografica

L’Italia dispone di 790 strutture portuali da diporto corrispondenti a circa 172 000 posti barca. La densità è di 7,2 strutture ogni 100 km di costa, inferiore a quella francese (9,7) e leggermente più bassa rispetto alla spagnola (7,5). Le regioni del Sud e le isole mostrano una carenza di infrastrutture qualificate, con meno di cinque strutture per 100 km, mentre Liguria e Toscana concentrazionoglia metà dei posti barca destinati a unità oltre i 24 metri, rendendole i poli principali per i superyacht.

Composizione della flotta italiana

Il censimento conta circa 82 000 unità di cui il 7 % rientra nella categoria premium (>18 m). Dal 2021 le imbarcazioni inferiori ai 10 metri hanno registrato un calo medio annuo del 3,7 %, mentre la categoria 18-24 m è cresciuta dello 0,7 % e i superyacht del 3,3 %. A livello globale, nel 2025 la flotta di superyacht ha sfiorato le 11 000 unità, con una crescita annuale media del 4,1 % dal 2018; circa 2 200 di questi (un quinto) hanno operato nelle acque italiane.

Secondo le dichiarazioni dei rappresentanti presenti al convegno – tra cui Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica – il sistema nautico italiano è un asset strategico per il Paese. La sfida consiste nel trasformare il traffico di imbarcazioni in valore aggiunto, migliorando l’integrazione tra servizi di bordo e offerta territoriale, sostenendo sia la piccola nautica come porta d’ingresso al mare, sia il segmento premium che alimenta il Made in Italy e il turismo locale.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.