La tappa più impegnativa del Baloise Belgium Tour si è decisa attorno a Durbuydove un circuito di poco meno di 44 km ripetuto quattro volte ha messo alla prova i corridori per un totale di 173 km. Il tracciato, caratterizzato da continui saliscendi e da ripetuti muri, ha trovato il suo verdetto sul Mur de Durbuyrampa finale che ha selezionato il gruppo e permesso ad Alex Aranburu di mettere la firma sulla frazione. La giornata è stata segnata anche da condizioni climatiche intense, con temperature medie di 29,8°C e punte attorno ai 34°che hanno imposto ai corridori una gestione attenta di idratazione e alimentazione.
Fuga iniziale e sviluppo della corsa attorno a Durbuy
Sin dalle fasi iniziali la corsa ha visto un tentativo di fuga composto da cinque uomini: Michiel Hillen (Baloise Verzekeringen-Het Poetsbureau Lions), Gianni Marchand (Tarteletto-Isorex), Stijn Appel (BEAT CC p/b Saxo), Roy Hoogendoorn (Metec-Solarwatt p/b Mantel) e Victor Hannes (Aarco). Il gruppo ha lavorato bene insieme costruendo un vantaggio vicino ai quattro minuti dopo il primo giro, con Hoogendoorn leader ai passaggi sul primo intermedio della Côte de Petite-Somme. La fuga complessiva ha coperto circa 185 km di corsa in attacco, con Hannes che è stato premiato come corridore più combattivo per il suo lungo impegno.
Rotture e rientri prima dell’ultimo giro
La frazione è rimasta relativamente tranquilla in termini di ritmo medio per le prime due ore, intorno ai 38,1 km/h. A metà corsa, con circa 86,5 km percorsi, il plotone ha aumentato l’intensità: la squadra della NSN e le formazioni dei favoriti hanno lavorato per ridurre il margine. Un problema meccanico ha costretto Roy Hoogendoorn a perdere contatto quando mancavano circa 82 km all’arrivo, permettendo il rientro del gruppo e aprendo la strada a nuove offensive. In questa fase Rui Oliveira (UAE Emirates-XRG) è riuscito a ricongiungersi con alcuni degli attaccanti, mantenendo un vantaggio parziale fino al proseguo della gara.
Azioni decisive: Côte de Petite-Somme, Hermanne e la volata sul Mur
Il vero scompiglio si è creato nell’ultimo giro. Sull’ultima scalata della Côte de Petite-Sommea circa 36 km dall’arrivo, Jenno Berckmoes (Lotto-Intermarché) e Quinten Hermans (Pinarello Q36.5) hanno forzato, guadagnando secondi preziosi e spartendosi i bonus del Golden KM. La reazione non si è fatta attendere: compagni di squadra e avversari hanno ricucito, trasformando la corsa in un gioco di squadre e contromosse. Sulla Côte de Hermannea 20 km dal traguardo, la selezione è diventata definitiva e una serie di attacchi ha generato un gruppo di testa di otto corridori, comprendente nomi come Jasper PhilipsenMike Teunissen e Rick Pluimersche hanno guadagnato una manciata di secondi sul resto del plotone.
A 5 km dall’arrivo Pluimers ha tentato la fuga solitaria ma è stato ripreso prima della salita finale. Negli ultimi 1.200 metri il gruppo è rientrato e l’arrivo sulla rampa di 400 metri del Mur de Durbuy ha deciso la tappa: dopo il tentativo iniziale di Toon Aertsè stato Lewis Askey (NSN) a prendere la testa, ma negli ultimi 200 metri il basco Alex Aranburu (Cofidis) ha sfruttato la pendenza, affiancando Askey e lanciando un’accelerazione negli ultimi 100 metri che si è rivelata inesorabile.
La vittoria di Aranburu costituisce l’undicesimo successo della sua carriera e la porta al comando della classifica generale con soli secondi di vantaggio sui diretti inseguitori: il nuovo leader precede di 4″ Askey, di 6″ Carlos Canal (Movistar Team) e di 8″ Jasper Philipsen. Il precedente leader, Tim Merlier (Soudal Quick-Step), ha perso oltre sei minuti, mentre nella classifica giovani si è messo in luce Héctor Álvarez (Lidl-Trek). Con due tappe ancora da disputare, la prova di Durbuy ha ribadito come ogni secondo rimanga fondamentale nella lotta per il successo finale.



