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19 Luglio 2026

Appello per la sospensione della licenza di UAE Emirates XRG prima del Tour de France

Una coalizione di organizzazioni per i diritti umani ha chiesto il 25 giugno all'UCI la sospensione della licenza di UAE Emirates XRG, citando controlli finanziari statali, forniture di armi alle Rapid Support Forces e gravi stime sulle vittime nel Darfur.

Appello per la sospensione della licenza di UAE Emirates XRG prima del Tour de France

Una coalizione di organizzazioni per i diritti umani ha depositato due appelli all’UCI chiedendo la sospensione immediata della licenza della squadra UAE Emirates-XRG alla vigilia del Tour de France le lettere sono state inviate il 25 e il 30 giugno alla sede dell’Unione Ciclistica Internazionale. L’UCI ha confermato che sta valutando la richiesta secondo le procedure previste, mentre la squadra non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

L’iniziativa arriva in un momento cruciale per il calendario e tocca il tema della compliance etica nelle licenze WorldTour. Gli appelli, firmati da soggetti specializzati in diritti umani sostengono che i legami economici e istituzionali del team con gli Emirati creino un conflitto con gli standard regolamentari e chiedono un intervento urgente. Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2026.

Le due lettere e le richieste all’UCI

La prima lettera, datata 25 giugno e indirizzata al presidente David Lappartient, è stata firmata da FairSquareSudan UnlimitedChristian Solidarity Worldwide e il Bahrain Institute for Rights and Democracy. Il testo chiede la sospensione della licenza della UAE Emirates-XRG con effetto immediato e sollecita una revisione delle procedure di rilascio delle licenze in ambito UCI. La seconda istanza, inviata il 30 giugno 2026 da un gruppo di organizzazioni internazionali per i diritti umani, ribadisce la richiesta e domanda un’indagine approfondita sulle accuse, indicando la necessità di garantire un ambiente sicuro e rispettoso per gli atleti.

Nelle more dell’istruttoria, un rappresentante dell’UCI ha fatto sapere che la richiesta è all’esame e che ogni decisione sarà presa nel rispetto delle procedure stabilite. La squadra UAE Emirates-XRG non ha commentato. Nel frattempo, gli addetti ai lavori hanno segnalato possibili ripercussioni sul calendario e sulla presenza del team nelle principali corse internazionali.

I legami economici e gli sponsor citati

Nel primo appello, i firmatari sostengono che la formazione sia sotto controllo politico e finanziario dello Stato emiratino e ricordano che la squadra si è definita un «simbolo del successo sportivo degli Emirati». Vengono indicati tra gli sponsor Emirates e XRG collegati agli emirati di Dubai e Abu Dhabi, con il supporto di First Abu Dhabi Bank ed E&. Questo assetto sarebbe, secondo gli estensori della lettera, incompatibile con un regime di licenza che richiede autonomia e rispetto di criteri etici internazionali.

Il testo richiama inoltre la presenza nel 2017 di International Golden Group tra gli sponsor fondatori, indicato in precedenza in relazioni di esperti delle Nazioni Unite per forniture di armi a gruppi armati in Libia. Una successiva inchiesta del 2026 ha collegato lo stesso contractor a deviazioni di armamenti verso il Sudan. Gli autori dell’appello sostengono che tali precedenti aggravino il profilo di rischio del team come strumento di immagine statale.

Le accuse sul Sudan e i numeri del conflitto

Il cuore delle contestazioni riguarda il presunto sostegno finanziario e logistico degli Emirati alle Rapid Support Forces (RSF) operanti in Sudan. Le RSF sono accusate dall’ONU di gravi crimini durante la presa di El-Fasher nel Darfur, descritta nella lettera come episodio con «il marchio del genocidio». Le stime richiamate nel documento parlano di oltre 150 mila morti e di più di 30 milioni di persone dipendenti dagli aiuti umanitari nel conflitto.

Viene citata la valutazione di Nathaniel Raymond direttore dello Yale Humanitarian Research Lab secondo cui nelle settimane della presa di El-Fasher le vittime sarebbero state tra 30 mila e 100 mila con un ritmo di uccisioni definito senza precedenti dal genocidio del 1994 in Ruanda. Un rapporto di Human Rights Watch del maggio 2026 ha segnalato l’impiego di contractor militari colombiani a fianco delle RSF, con sostegno attribuito al governo emiratino. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 20 giugno, ha diffuso un avvertimento su rischi di nuove atrocità di massa nella città di El Obeid.

Implicazioni sportive e precedenti regolamentari

Gli appelli arrivano alla vigilia di appuntamenti di primo piano, tra cui il Tour de France con potenziali effetti sulla partecipazione del team e sull’assetto delle gare. Nel quadro delle prestazioni recenti, è stato ricordato l’UAE Tour 2026 vinto da Isaac del Toro quale testimonianza del peso sportivo della formazione nel WorldTour. Il dibattito investe il modello economico del ciclismo, fortemente basato su sponsor, e la coerenza degli standard etici applicati alle licenze internazionali.

Tra i precedenti richiamati, i firmatari menzionano il caso Bahrain Victorious e una richiesta di chiarimenti del 2019 quando l’UCI aveva giudicato alcune questioni come esterne alla competenza della sua commissione etica. Nella lettera del 25 giugno, il direttore di FairSquare Nick McGeehan ha criticato il sistema delle sponsorizzazioni, descritto come utile alle operazioni di immagine dei regimi autoritari e capace di trasformare la corsa più importante in una vetrina per uno Stato ritenuto collegato a gravi violazioni. Al momento, non risulta una risposta pubblica ufficiale dell’UCI alla prima richiesta del 25 giugno.

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Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.