Il Campionato mondiale junior femminile del 2026 si è svolto nel cuore di Montréal, una città che ha offerto un percorso urbano di 80,4 km distribuiti su sei giri e con un dislivello complessivo di 1600 metri. La gara ha visto sfidare le giovani promesse di tutto il mondo, ma è stata la spagnola Alejandra Neira diciottenne di Santiago de Compostela, a emergere dalla mischia per aggiudicarsi la medaglia d’oro.
Contesto e profili delle protagoniste
Prima di Montreal, la Spagna aveva già brillato nei campionati junior maschili grazie ai due successi di Benjamín Noval. Quest’anno, la squadra spagnola ha puntato tutto su due capache di garanzia: Alejandra Neira e Lidia Castro che hanno immediatamente imposto il ritmo fin dal primo giro. Neira, già sotto contratto con Movistar fino al 2029, aveva gareggiato in alcune corse professionistiche, replicando il percorso di Cat Ferguson e Paula Ostiz future compagne di squadra.
Dal canto loro, l’Italia si è presentata con una quartina composta da Matilde RossignoliMaria AcutiAzzurra Ballan e Giorgia Pellizzotti. Nessuna delle azzurre era fra le favorite, ma la storia ha riservato loro un risultato sorprendente.
Svolgimento della gara: attacchi, selezioni e volata finale
Le prime tre e mezza tornate sono state dominate dal gruppo spagnolo, che ha tenuto alta la velocità per favorire le proprie leader. Nessuna fuga significativa si è verificata finché, a 47 km dal traguardo la francese Lise Revol ha tentato un attacco che ha rotto la monotonia. Il gruppo francese, con Sidonie Vachet ha guadagnato brevi vantaggi di 15-30 secondi, ma è stato rapidamente richiamato.
Il vero punto di svolta è avvenuto sulla salita della Côte de Polytechnique dove Neira ha mostrato la sua capacità di scalare con forza, facendo emergere i corridori più resistenti. Matilde Rossignoli ha tentato anch’essa di distaccarsi, creando un primo gruppo di selezione che comprendeva, oltre a Neira e Rossignoli, la svizzera Anja Grossmann la polacca Maria Okrucińska e la neerlandese Mirthe Mons.
Negli ultimi dieci chilometri la corsa è rimasta serrata. Dopo una breve ripartenza di Okrucińska e Mons, il gruppo si è nuovamente compatto, lasciando le cinque migliori in una finale di volata a cinque. Neira, decisa a concludere in modo offensivo, ha attaccato negli ultimi 100 metri, superando Rossignoli per poco, mentre Grossmann è rimasta indietro. La volata è stata vinta da Neira, che ha chiuso in 2:21:00.
Podio e classifica completa
Il podio si è così definito:
- Oro Alejandra Neira (Spagna)
- Argento Matilde Rossignoli (Italia)
- Bronzo Anja Grossmann (Svizzera)
- 4° posto: Maria Okrucińska (Polonia, +0,04 s)
- 5° posto: Mirthe Mons (Paesi Bassi, +0,05 s)
- 6° posto: Edda Bieberle (Germania, +0,42 s)
Alle dieci migliori si sono aggiunte le francesi Thaïs Poirier e Amandine Jakob, seguite da Justine Baud (Germania) e dalla statunitense Sophia Wellmeier.
Rilevanza per il ciclismo iberico e prospettive future
Con questo risultato, la Spagna chiude il Mondiale con cinque medaglie: tre ori nella categoria junior, un argento (Héctor Álvarez, gara under-23) e un bronzo nella stessa gara. Il trionfo di Neira rappresenta il culmine di una stagione di consolidamento della selezione spagnola che sta costruendo una nuova generazione di campionesse.
Il contratto fino al 2029 con Movistar garantirà a Neira la possibilità di correre più spesso con le professioniste, affiancando già Cat Ferguson e Paula Ostiz. Per l’Italia, l’argento di Rossignoli è il terzo podio maschile/femminile del Mondiale canadese, segno di una crescita costante del vivace ciclismo femminile nazionale.



