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15 Ottobre 2026

Governance internazionale per gli esport: la visione dell’IESF a Seul

L’IESF presenta una struttura federale per gli esport che unisce licenze, tornei mondiali e principi olimpici.

Governance internazionale per gli esport: la visione dell’IESF a Seul

Durante il Seoul Olympic Legacy Forum 2026, tenutosi nell’Olympic Park di Seul con il sostegno del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo e della Korea Sports Promotion Foundation, la International Esports Federation (IESF) ha svelato la propria visione per una governance mondiale dei videogiochi competitivi. L’intervento del segretario generale Boban Totovski ha posto al centro una proposta di regolamentazione unificata, ispirata al modello della Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) nel motorsport.

Il contesto storico aggiunge valore simbolico: a 38 anni dalle Olimpiadi di Seoul del 1988, l’IESF ritorna nello stesso parco olimpico dove era nata nel 2008, ribadendo la necessità di costruire una struttura di governo internazionale in grado di accompagnare la rapida crescita degli esport. Oggi l’organizzazione conta 154 federazioni affiliate su sei continenti, gestisce gli Iesf World Esports Championships e il World Esports Summit e si propone come garante di un ecosistema sostenibile.

Modello federale ispirato alla FIA: tre pilastri fondamentali

Totovski ha delineato un quadro a tre pilastri, ispirato alle funzioni di autorità della FIA. Il primo pilastro prevede il riconoscimento di una federazione nazionale unica per ogni Paese accompagnato da un sistema di licenze per atleti, arbitri e ufficiali. Le licenze definirebbero responsabilità e competenze sia a livello nazionale che internazionale, garantendo trasparenza e coerenza nella gestione delle competizioni.

Federazioni nazionali e licenze: come funziona

Ogni federazione avrebbe il compito di rilasciare licenze che attestino la professionalità di giocatori, giudici e organizzatori. Questo approccio mirerebbe a evitare la frammentazione delle regole attuale, creando un standard comune riconosciuto da tutti gli enti coinvolti. Inoltre, la licenza diventerebbe una garanzia di integrità sportiva facilitando la cooperazione con le autorità antidoping e le agenzie di tutela dei diritti dei giocatori.

Il secondo pilastro riguarda la titolazione dei campionati mondiali e delle competizioni tra rappresentative nazionali. L’IESF intende stipulare accordi di licenza con i publisher dei videogiochi, garantendo che i titoli principali possano essere disputati sotto l’egida di un organismo neutrale. Questa struttura consentirebbe di uniformare i criteri di partecipazione, i premi e la gestione commerciale degli eventi.

Il terzo elemento è la creazione di un regolamento globale comune che includerebbe criteri di ammissione, norme antidoping conformi al Codice mondiale antidoping, misure contro la manipolazione dei risultati e un calendario internazionale coordinato. L’obiettivo è fornire a tutti gli attori – federazioni, atleti e organizzatori – una base di partenza condivisa, eliminando le disparità che attualmente ostacolano la crescita del settore.

Integrazione dei valori olimpici nella disciplina degli esports

Totovski ha sottolineato come i valori olimpici – autonomia, neutralità politica, buona governance, integrità, fair play, dignità umana, inclusione e non discriminazione – possano diventare il perno di una nuova era per gli esport. Questi principi dovranno guidare la redazione delle regole, la gestione dei tornei e la tutela degli atleti, creando un ambiente competitivo che rispecchi lo spirito delle Olimpiadi.

Autonomia, integrità e inclusione: applicazioni pratiche

Nel dettaglio, l’autonomia si tradurrebbe in federazioni indipendenti dalle interferenze esterne, capaci di gestire le proprie attività in modo trasparente. L’integrità verrebbe garantita attraverso sistemi antidoping standardizzati e controlli rigorosi contro la manipolazione delle partite. L’inclusione, infine, promuoverebbe la partecipazione di tutti i gruppi demografici, eliminando barriere basate su genere, etnia o abilità fisiche.

Il discorso di Totovski ha concluso con un richiamo emotivo: “Seul ha mostrato al mondo nel 1988 cosa può realizzare lo sport quando le nazioni si incontrano in buona fede; oggi gli esports condividono gli stessi valori di eccellenza, rispetto e amicizia”. La federazione sostiene che costruire una governance solida è la chiave per permettere a ogni atleta, ovunque, di competere con un unico insieme di regole e un obiettivo comune.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.