Nel cuore della provincia italiana, tra Verona e Mantova, si nasconde un’azienda che ha rivoluzionato il mondo della filtrazione. UFI, con sede a Nogarole Rocca, è oggi un protagonista indiscusso nel settore, fornendo componenti avanzati non solo per veicoli stradali, ma anche per elicotteri, sonde spaziali e, sorprendentemente, per tutte le monoposto di Formula 1.
Fondata nel 1971 da Giorgio Girondi, UFI ha saputo trasformarsi da piccola realtà locale a multinazionale con 23 stabilimenti nel mondo, tra cui sette in Cina, e un fatturato di circa 600 milioni di euro. La sua storia è un esempio di innovazione e adattamento, che l’ha portata a diventare fornitore di filtri per il 95% dei brand automobilistici e per metà della produzione di mezzi pesanti.
Dalla Ferrari alla Formula 1: una storia di successo
La collaborazione di UFI con la Formula 1 ha origini casuali ma affascinanti. Alla fine degli anni ’70, due tecnici della Ferrari, preoccupati per le alte pressioni dei motori boxer, scoprirono per caso lo stabilimento di UFI durante un viaggio in autostrada. La sfida di creare filtri in grado di resistere a tali pressioni fu accolta con successo, e Niki Lauda fu il primo a testarli con soddisfazione a Fiorano.
La prima vittoria arrivò nel 1978, quando Carlos Reutemann conquistò il Gran Premio di Gran Bretagna con una 312 T3 equipaggiata con filtri UFI. Da allora, il rapporto con la Ferrari si è consolidato, estendendosi a tutti gli undici team del campionato Mondiale 2026.
Filtri su misura per ogni monoposto
Oggi, UFI fornisce oltre 6.000 filtri all’anno alle squadre di Formula 1, con un numero variabile da 10 a 15 per ogni monoposto. Questi componenti sono suddivisi tra l’area motore e quella del telaio, e sono realizzati su misura per ogni team, in base a specifiche tecniche riservate. La collaborazione con i progettisti delle squadre è costante, con modifiche e analisi richieste durante la stagione per ottimizzare le prestazioni.
Innovazione e tecnologia: i segreti dei filtri UFI
I filtri per la Formula 1 hanno raggiunto un grado di sofisticazione elevato, con un peso ridotto grazie all’uso di materiali avanzati come titanio, carbonio, Ergal e acciaio inox. Il filtro della benzina, ad esempio, è passato da un chilo abbondante negli anni ’70 ai poco più di 60 grammi attuali.
Materiali e prestazioni
Le nuove esigenze imposte dai regolamenti della Formula 1, come l’uso di benzine addizionate di etanolo e di oli avanzati, hanno spinto UFI a sviluppare soluzioni tecnologiche innovative. I media filtranti utilizzano materie prime come fibra di vetro, fibre polimeriche e mix di polimeri inediti per prevenire reazioni chimiche avverse. Per gli incollaggi degli elementi dei filtri, vengono impiegati adesivi destinati ad applicazioni aeronautiche.
La storia di UFI è un esempio di come l’innovazione e la capacità di adattamento possano trasformare una piccola azienda in un protagonista globale. Dalla provincia italiana ai circuiti di tutto il mondo, UFI continua a filtrare il successo, un componente alla volta.
