La Ferrari ha chiuso un weekend complicato al Red Bull Ring nel Gran Premio d’Austria, con prestazioni inferiori alle attese tra problemi di assetto e un margine limitato di potenza. Il fine settimana a Spielberg ha visto la squadra perdere terreno su McLaren e Mercedes, con effetti evidenti sul ritmo gara e sull’ordine d’arrivo.
L’esito è rilevante perché conferma un momento di difficoltà sulla SF-26 in condizioni di pista che esaltano la trazione e l’efficienza. Il team ha indicato interventi su setup e gestione power unit come priorità immediate, con un richiamo alla capacità di reazione mostrata in altri weekend. Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026.
Set-up sbilanciato e ultime curve: dove la SF-26 ha perso tempo
Le analisi interne hanno indicato che il deficit non si è legato esclusivamente alla power unit ma ha coinvolto in modo diretto il telaio e la ricerca di equilibrio. La vettura ha faticato nelle ultime curve del tracciato, dove il comportamento meccanico avrebbe dovuto rappresentare un punto di forza. Un setup impostato per ridurre il gap sul dritto ha reso la SF-26 più nervosa, con inserimenti meno stabili e trazione intermittente, peggiorando la costanza sul passo e amplificando piccoli errori che al Red Bull Ring si sono tradotti in decimi decisivi.
Il team principal Frederic Vasseur ha definito il venerdì come una fase difficile ma recuperabile, richiamando il precedente di Barcellona. Vasseur ha dichiarato: “C’è molto potenziale da sbloccare stanotte” e “Al momento siamo molto lontani dal nostro potenziale”, ribadendo la necessità di un lavoro notturno per raddrizzare l’assetto. L’approccio ha cercato di bilanciare il carico aerodinamico con la stabilità sul posteriore, ma la finestra ideale di funzionamento non è stata raggiunta in modo stabile nelle diverse condizioni in pista.
Power unit ADUO: guadagno contenuto e impatto reale
La Ferrari ha introdotto una specifica aggiornata della power unit grazie all’ADUO con un incremento stimato di circa cinque cavalli. Il miglioramento si è rivelato contenuto e non sufficiente a cambiare gli equilibri del weekend, in un tracciato dove la potenza resta una variabile chiave. Vasseur ha sintetizzato l’esito dell’upgrade con la frase: “Mi aspettavo esattamente quello che abbiamo ottenuto”, sottolineando anche i vincoli di budget cap legati all’introduzione anticipata di componenti. La minor spinta sui rettilinei ha costretto a compromessi di telaio che hanno inciso sul comportamento generale della vettura.
Strategia e gestione gomme: previsioni smentite in gara
Accanto al bilanciamento, la gestione del degrado gomme ha rappresentato un nodo decisivo. Le scelte di setup orientate alla velocità di punta hanno aumentato il consumo degli pneumatici, con stint che si sono accorciati rispetto alle simulazioni. In confronto diretto, vetture con gomme più vecchie hanno mantenuto ritmi più costanti, mentre la SF-26 ha mostrato maggiore sensibilità alle temperature e una finestra di utilizzo più stretta, riducendo la capacità di pressione in pista e complicando le opzioni di strategia ai box.
Nella gestione delle fasi chiave, la reattività del muretto è stata messa alla prova. La qualifica ha visto George Russell cogliere l’occasione con una pole costruita sulla precisione procedurale in presenza di bandiere gialle, mentre in gara le chiamate non hanno prodotto un guadagno sufficiente per ribaltare gli svantaggi sul passo. La sottostima del degrado ha richiesto correzioni in corsa, con una perdita cronica di tempo su ogni stint che ha reso più difficile difendersi dagli attacchi diretti dei rivali.
Confronto con McLaren e Mercedes, segnali e comunicazione
Nel confronto prestazionale, la McLaren ha capitalizzato un pacchetto complessivo più equilibrato, superando la Ferrari sul risultato immediato. La Mercedes ha confermato solidità a Spielberg: Andrea Kimi Antonelli ha dato segnali incoraggianti nelle prove libere con una buona costanza sul passo, mentre Russell ha sfruttato il momento favorevole in qualifica. Questi elementi hanno acceso l’allarme nel box di Maranello, dove la somma tra potenza limitata e assetto sbilanciato ha pesato più del previsto.
Dal lato dei piloti, Lewis Hamilton ha definito l’avvio di fine settimana in modo pragmatico: “Direi che è stato un inizio di weekend impegnativo ma solido”. Il sette volte iridato ha richiamato il peso delle condizioni ambientali e del bilanciamento sui tempi sul giro, ricordando come piccole imperfezioni possano fare la differenza a Spielberg. Sulla variabile meteo in calendario verso Silverstone, ha chiosato: “Magari piove… O nevica!”, a indicare quanto il fattore esterno possa rimescolare i valori in pista.
In parallelo, la comunicazione interna è stata orientata alla gestione dei dati oggettivi di telemetria e simulazioni, evitando derive polemiche verso l’esterno. L’attenzione è ora rivolta al lavoro notturno su assetto e correlazione con il degrado reale, mentre lo sviluppo prosegue con un aggiornamento più ampio atteso verso l’area di Monza all’inizio di settembre. In attesa dei prossimi round, il quadro che emerge da Spielberg è quello di cinque nodi tecnici e operativi intrecciati: potenza, bilanciamento, gomme, strategia e reattività complessiva del pacchetto.



