La seconda sessione di prove libere sul tracciato di Spa-Francorchamps ha restituito un quadro diverso rispetto alle FP1: la Mercedes è tornata a recitare il ruolo da protagonista grazie a Andrea Kimi Antonelli capace di segnare il miglior crono in 1’45″944. La giornata è stata però segnata anche da due interruzioni con bandiera rossa la seconda provocata dall’incidente di Pierre Gasly dopo Pouhon che ha distrutto l’ala posteriore della sua Alpine.
Le prestazioni viste al mattino non hanno rispecchiato quelle del pomeriggio: Mercedes ha lavorato a fondo sull’aerodinamica e sulla gestione dell’energia delle nuove monoposto, trovando la finestra di funzionamento persa nelle FP1. Il risultato più evidente è il ritmo tenuto da Antonelli sia in configurazione giro secco sia in simulazione di gara.
Mercedes recupera, Russell in difficoltà
La svolta tecnica del team tedesco ha dato fiducia al leader del Mondiale: Antonelli ha mostrato costanza e sensazioni positive sul bilanciamento della vettura, mentre il compagno George Russell ha faticato a trovare il setup ideale. Russell ha richiesto prove supplementari con gomma media per esplorare diverse soluzioni e alla fine si è piazzato soltanto ottavo con un distacco di circa 1,285 secondi dal connazionale, risultato che evidenzia come la ricerca dell’assetto giusto sia ancora in corso.
Dettagli tecnici emersi
In FP1 la squadra era partita con una vettura troppo scarica dal punto di vista aerodinamico e con alcune incertezze nella gestione dell’energy recuperation elementi che nelle monoposto 2026 influenzano fortemente il comportamento sui lunghi rettilinei e nelle fasi di rilascio della potenza. La rapida correzione in vista delle FP2 ha permesso ad Antonelli di tornare competitivo su un circuito esigente come Spa, lungo 7,004 chilometri e caratterizzato da passaggi iconici come Eau Rouge e il Kemmel.
Sessione interrotta due volte e l’incidente di Gasly
La seconda sessione è stata complicata da due stop: il primo, dopo circa 15 minuti, per la presenza di ghiaia in pista portata fuori da alcune escursioni; il secondo, a quindici minuti dalla fine, per il grave incidente di Pierre Gasly. Il francese ha perso il controllo dell’Alpine in uscita da Pouhon, finendo contro le barriere con il posteriore e danneggiando irreparabilmente l’ala posteriore. Il pilota è rientrato ai box a piedi, ma l’incidente ha tolto tempo prezioso alle squadre per le ultime prove cronometrate e le simulazioni di partenza.
Con la bandiera rossa esposta fino a due minuti dal termine dell’ora disponibile, molti team hanno potuto completare solo le procedure di base in vista della giornata successiva, quando le FP3 e la qualifica decideranno la griglia.
Classifica, team e aggiornamenti
Sotto il profilo dei tempi: dopo Antonelli è arrivato un incoraggiante secondo posto per Lando Norris su McLaren (1’46″134), nonostante per lui sia già certa una penalità di dieci posizioni in griglia per la quarta sostituzione della centralina. La McLaren ha comunque mostrato un passo gara solido. Max Verstappen ha chiuso terzo in 1’46″416, seguito da Lewis Hamilton al volante della Ferrari in quarta posizione (1’46″691) e da Isack Hadjar con la Racing Bulls in quinta (1’46″714).
Altri riscontri: Oscar Piastri è sesto, ma con meno giri completati rispetto a Norris; sorprendente settimo posto per Franco Colapinto che ha contribuito a risollevare la giornata dell’Alpine dopo il crash di Gasly. La Racing Bulls piazza Arvid Lindblad e Liam Lawson in nona e decima posizione: la monoposto di Lindblad monta il pacchetto di aggiornamenti completo mentre Lawson dovrà attendere l’Ungheria per lo stesso upgrade, secondo l’accordo tra i due piloti basato sui risultati di Silverstone.
Deluso Charles Leclerc soltanto undicesimo con un giro cancellato per track limits che lo avrebbe collocato nella top ten; la Ferrari vista in FP2 appare meno competitiva rispetto alle aspettative, quindi il team dovrà lavorare per recuperare in vista della qualifica. In mattinata, nelle FP1, era stato Max Verstappen a segnare il miglior tempo in 1’47″070, mostrando che il livello resta alto e incerto.
La sessione si è conclusa con la conferma di Antonelli al comando: un segnale chiaro che Mercedes ha ritrovato almeno parzialmente la strada giusta a Spa, ma la combinazione di penalità, incidenti e aggiornamenti differenziati mantiene la pista bella e imprevedibile in vista delle prove decisive.


