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25 Settembre 2026

Bestune SUV in Italia, Alfa Romeo Junior aggiornata, Mazda difende

Bestune sbarca in Italia, Alfa Romeo Junior si arricchisce di nuovo ibrido e Mazda difende il motore a benzina

Bestune SUV in Italia, Alfa Romeo Junior aggiornata, Mazda difende

Il panorama automobilistico europeo sta vivendo un momento di grande fermento: da una parte un marchio cinese si fa strada con le proprie proposte SUV, dall’altra un classico italiano rinnova il suo modello compatto con una versione ibrida e un produttore giapponese ribadisce il valore dei motori a combustione. Questi tre episodi, apparentemente diversi, raccontano una tendenza comune: l’adattamento alle richieste di mercato senza rinunciare all’identità di marca.

Bestune sbarca in Italia con due SUV distinti

Il gruppo cinese FAW tramite il suo marchio Bestune ha deciso di aprire le porte al mercato italiano presentando due veicoli utilitari di segmento C. Il T77 è un C-SUV a benzina da 1,5 l, 160 CV, caratterizzato da linee sportive e una dotazione di sicurezza e tecnologia completa; è proposto a partire da circa 27 mila euro. Il secondo modello, denominato Joy EE07 è un D-SUV ibrido plug-in da 228 CV, capace di percorrere più di 160 km in modalità totalmente elettrica, con un prezzo indicativo di 38 mila euro. Entrambi gli allestimenti sono offerti in una versione “full optional”, rendendo l’offerta attraente per i clienti che cercano un equilibrio tra prezzo e dotazioni.

Strategia di espansione europea

Bestune, nato nel 2006 come Besturn, ha iniziato a esportare i propri veicoli dal 2012, puntando prima sulla Russia e poi su mercati emergenti dell’Asia centrale, Medio Oriente, Africa e Sud-America. L’arrivo in Polonia nella primavera del 2025 ha aperto la strada al lancio italiano previsto per maggio 2026 durante l’Automotive Dealer Day di Verona, segnando il completamento di una strategia di internazionalizzazione che predilige SUV compatti e prezzi competitivi.

Alfa Romeo Junior 2026: l’ibrida Q4 e le dotazioni potenziate

L’Alfa Romeo Junior si prepara a difendere la sua posizione nel segmento dei SUV compatti con il cosiddetto Model Year 2026. La novità più evidente è l’introduzione della versione ibrida a trazione integrale Q4, che combina un motore a benzina 1,2 l turbo da 136 CV con due motori elettrici da 48 V e 21 kW ciascuno, per una potenza totale di 145 CV e 230 Nm di coppia. Le prestazioni si avvicinano a quelle tipiche del marchio: 0-100 km/h in 9,1 secondi e una velocità massima di 200 km/h.

Una dotazione di serie più ricca

Nel 2026 le versioni Sprint e Ti vedranno ampliata la lista degli equipaggiamenti di serie. Tra i nuovi elementi troviamo l’Adaptive Cruise Control il monitoraggio dell’angolo cieco, la chiave Keyless la retro-camera a 180°, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, oltre a un caricabatterie wireless per smartphone. Sulle varianti ibride, il volante in pelle con palette integrate per il cambio sportivo è ora di serie, così come l’assistente vocale potenziato dall’Intelligenza Artificiale.

Dal punto di vista dei prezzi, la variante ibrida parte da 30.750 €, con la versione Sprint a 35.250 € e la Ti a 46.750 €, mentre la versione elettrica Base è proposta a 39.500 €.

Mazda difende i motori a benzina: una strategia multi-soluzione

Nel contesto di una migrazione obbligata verso l’elettrico, Mazda ha scelto una via diversa, sostenendo che i motori a combustione rimangono rilevanti a livello globale, soprattutto in mercati come Stati Uniti e Giappone dove le infrastrutture di ricarica sono ancora insufficienti. L’azienda, secondo le dichiarazioni del Project Manager Product Planning, intende offrire “il motore giusto al cliente giusto”, puntando su una combinazione di motori tradizionali, ibridi e, in futuro, su nuove architetture.

Skyactiv-Z e il futuro della combustione

Il progetto più rappresentativo è il nuovo Skyactiv-Z un quattro cilindri aspirato da 2,5 l che debutterà sulla CX-5 a fine 2027, abbinato al primo sistema ibrido sviluppato internamente da Mazda. Questo motore promette un miglioramento dell’efficienza termica e un ampio intervallo di funzionamento, mantenendo le emissioni entro i limiti più severi senza sacrificare la potenza. Mazda prevede inoltre di trasferire la tecnologia Skyactiv-Z ai motori a sei cilindri e alla celebre architettura rotativa, indicando una continuità di investimento nella combustione.

Parallelamente, la joint venture con Changan ha prodotto due modelli elettrici – la 6e liftback e la CX-6e – che dimostrano come Mazda stia perseguendo una strategia ibrida, senza però abbandonare il motore termico.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.