Jannik Sinner ha scelto un percorso di avvicinamento a Wimbledon 2026 che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori: allenamenti a Montecarlo su superfici in cemento, malgrado l’obiettivo finale sia il prato dell’All England Club a Londra. Questa impostazione non è casuale, ma risponde a esigenze precise di gestione fisica e costruzione del ritmo competitivo.
La decisione di saltare tornei sull’erba e presentarsi a Wimbledon senza partite ufficiali pre-Slam segue l’uscita anticipata al Roland Garros. Il programma dello staff punta a preservare la condizione e ridurre i rischi legati alle sollecitazioni tipiche del prato, privilegiando sessioni controllate lontane dalle incognite dei tornei erbosi.
Motivazioni fisiche della preparazione su cemento a Montecarlo
Il team di Sinner ha motivato la scelta con ragioni di natura pratica: l’erba è una superficie «speciale» che impone movimenti bassi, passi corti e grande attenzione agli appoggi. La probabilità di scivolate e infortuni è superiore rispetto ad altre superfici, e le condizioni dei campi in circuito non sono sempre comparabili a quelle dell’All England Club.
Allenarsi su cemento a Montecarlo permette invece di pianificare i carichi con maggiore precisione, monitorare il recupero e lavorare su automatismi tecnici senza le variabili ambientali tipiche dell’erba. Per un giocatore che punta a difendere un titolo a Wimbledon, questa strategia può ridurre il rischio di arrivare affaticato ai match decisivi.
Protezione del fisico e costruzione del ritmo
La scelta è in larga misura preventiva: consolidare una base atletica e tecnica su una superficie stabile consente di mantenere intensità e velocità di esecuzione, elementi fondamentali per affrontare un torneo che può richiedere fino a sette incontri al meglio dei cinque set. Concentrare il lavoro su cemento diminuisce il rischio che il corpo venga portato troppo rapidamente da uno stato di fatica a uno di massimo sforzo.
Parallelismi con l’approccio di Novak Djokovic
La tattica adottata da Sinner ricorda le scelte fatte in passato da Novak Djokovic che ha spesso privilegiato qualità dell’allenamento e gestione del calendario piuttosto che la quantità di match sull’erba. Djokovic, sette volte campione a Wimbledon e autore di oltre cento vittorie nel torneo, ha dimostrato che è possibile arrivare al top senza accumulare molte partite pre-Slam.
A 39 anni, Djokovic ha mostrato come ogni settimana extra in calendario possa avere un costo fisico rilevante; la gestione delle energie diventa Sinner applica un principio simile, pur con tempistiche e motivazioni diverse, conscio che freschezza e qualità degli allenamenti possono fare la differenza sui punti cruciali.
Adattare il gioco all’erba senza sovraccaricare
Allenamenti intensi su cemento consentono a Sinner di perfezionare servizio, risposta e il primo colpo dopo il servizio, cioè gli elementi che spesso determinano gli scambi brevi sull’erba. Il cemento funge da ponte tecnico tra la stagione sulla terra e quella sul prato, permettendo di mantenere velocità e reattività senza sottoporre il corpo agli stress di sessioni prolungate su superfici scivolose.
Sarà comunque necessario un periodo finale di lavoro specifico sull’erba: adattare gli appoggi, prendere confidenza con i rimbalzi più bassi e ritrovare le sensazioni in risposta saranno compiti da svolgere nelle giornate immediatamente precedenti l’inizio di Wimbledon.
Programma pre-Wimbledon e tappe pratiche
Dopo l’allenamento a Montecarlo la tabella di marcia di Sinner prevede la partecipazione a match di esibizione a Hurlingham pochi giorni prima del via a Londra. Quelle partite rappresenteranno il momento per completare l’adattamento alla superficie erbosa e testare in situazioni competitive i cambiamenti tecnici impostati sul cemento.
Il percorso scelto dal numero uno del mondo punta a bilanciare controllo e preparazione specifica: meno tornei ufficiali sull’erba, più lavoro mirato e una gestione delle energie studiata per arrivare nelle fasi decisive del torneo con lucidità e freschezza. In un torneo dove un singolo errore può costare un quindici la cautela nella preparazione può rivelarsi una risorsa preziosa.
La discussione sull’efficacia di questa strategia prosegue tra gli addetti ai lavori: alcuni sostengono che l’adattamento alla superficie richieda necessariamente molti match, altri, come lo staff di Sinner, ritengono che la qualità del lavoro e la protezione del fisico possano portare a risultati migliori. In ogni caso, la missione verso Wimbledon 2026 è già in atto e segue una logica metodica che privilegia il controllo dei carichi e la progressione studiata.
Testo di Francesco Paolo Villarico. Foto: Patrick Boren.



