Giovedì 24 settembre è venuta alla luce la triste notizia della scomparsa di Elena Pero celebre giornalista e telecronista di tennis per Sky Sport. La giornalista, caduta a 60 anni dopo una lunga battaglia contro la malattia, aveva dedicato più di trentacinque anni alla narrazione dei più importanti eventi tennistici, diventando una presenza fissa nelle case di milioni di appassionati. Il ricordo è stato condiviso da Federico Ferri, direttore della redazione sportiva, il quale ha sottolineato la dedizione incrollabile della collega: «Non ha saltato una telecronica, neppure durante la malattia». La perdita si avverte profondamente sia nella comunità sportiva sia nelle famiglie che l’hanno conosciuta.
Il percorso professionale di Elena Pero
Gli esordi in Telepiù (1991)
Nel 1991, appena adulta, Elena viene assunta da Telepiù come giornalista praticante, scelta dal direttore Rino Tommasi che diventa il suo primo mentore. Fin dal primo giorno, la giovane dimostra una spiccata capacità di analisi tattica e una voce limpida, elementi che la distinguono in un ambiente ancora poco abitato da donne telecroniste. I primi anni sono segnati da interventi su tornei minori e da una costante formazione sul campo, dove Elena perfeziona una tecnica di narrazione basata sulla precisione e sul rispetto per il gioco.
L’ascesa su Sky Sport
Con la nascita di Sky Sport, Elena è tra i pochi che passano dal mondo locale a quello nazionale, integrandosi nella nuova redazione tennistica. Il suo stile, definito da critici come «sobrio, essenziale e mai invadente» conquista subito il pubblico, rendendola una delle voci più riconoscibili del tennis in televisione. Negli anni successivi, forma una coppia di commento leggendaria con l’ex tennista Paolo Bertolucci. Per più di venti anni, i due raccontano le sfide dei grandi Slam, dei Masters 1000 e delle ATP Finals, diventando una delle combinazioni di commento più amate dal pubblico italiano.
L’ultimo grande appuntamento: Wimbledon 2025
L’evento che ha coronato la sua carriera è stato il finale di Wimbledon del 12 luglio scorso, trasmessa in coppia con Bertolucci. Il match vedeva contrapposti Jannik Sinner e Alexander Zverev due dei protagonisti della nuova generazione di tennis. Nonostante la malattia che la stava debilitando, Elena era in cabina con il microfono e la cuffia, pronta a dare il suo commento preciso e appassionato. Il suo entusiasmo nel descrivere la seconda vittoria consecutiva di Sinner è stato per molti un segno di resilienza e di amore incondizionato per lo sport.
Il ricordo di colleghi, familiari e appassionati
Il lutto si è diffuso rapidamente sui social: Paolo Bertolucci ha pubblicato un breve ma commovente messaggio, scritto «12 luglio la nostra ultima finale. Ciao Elena» accompagnato da una foto scattata nella cabina di commento a Wimbledon, dove sorridono anche il croato Ivan Ljubicic. Molti fan hanno espresso solidarietà e gratitudine, ricordando le parole di Elena come parte integrante dell’esperienza di visione. Anche la famiglia è stata al centro dei pensieri: la figlia Martina e il marito Sergio produttore premiato a Wimbledon, hanno ricevuto numerosi messaggi di affetto. ha concluso il tributo con un sentito cordoglio, sottolineando l’eredità che la giornalista ha lasciato nel panorama sportivo italiano.
La sua capacità di narrare le imprese di Roger Federer, Rafael Nadal, Novak djokovic e, più recentemente, dei giovani azzurri, ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria collettiva. La voce di Elena rimarrà, per chi l’ha ascoltata, la colonna sonora di momenti indimenticabili, una testimonianza di professionalità, passione e rispetto per lo sport.



