L’evento dell’ATP 500 di Tokyo ha regalato un quarto di finale ricco di tensione. Carlos Alcaraz terzo al mondo, si è trovato di fronte a Denis Shapovalov il canadese numero 46, in un match che ha messo alla prova la resistenza fisica e la freddezza mentale di entrambi i contendenti. Dopo più di quattro mesi di assenza dal circuit, Alcaraz cercava di ristabilire un ritmo costante, culminato solo pochi mesi fa con un quarto di finale agli US Open.
Il primo set: battaglie di servizio e tie-break al limite
Il confronto è partito in maniera estremamente equilibrata. I due giocatori hanno inciso sei break complessivi, tre per ciascuno, trasformando il set in una vera e propria altalena di opportunità. Shapovalov ha avuto la possibilità di chiudere il primo set sul 5-3 grazie al suo servizio, ma Alcaraz ha recuperato il break e, successivamente, ha annullato un set-point avversario salvando un punto al 30-40 con una palla corta. Il contatto è continuato fino al tie-break, dove il giovane spagnolo è riuscito a imporre la sua supremazia, vincendo 7-6(3) dopo una sequenza di sette punti consecutivi.
Momenti chiave del tie-break
Nel cuore del tie-break, Alcaraz ha saputo variare i colpi, alternando serve potente a drop shot preciso, destabilizzando così il ritmo di Shapovalov. Questa capacità di adattamento si è dimostrata decisiva, permettendo al campione di chiudere il primo set con un margine che sembrava di poco, ma che ha influito notevolmente sull’andamento psicologico del match.
Servizio frustrante e reazioni di Alcaraz
Nonostante la vittoria del primo set, il numero tre del ranking ha riconosciuto una zona di disagio: il servizio. In conferenza stampa per Tennis TV Alcaraz ha dichiarato: “Mi sono sentito un po’ frustrato con il servizio. Non riuscivo a trovare il modo giusto di servire, facevo molta fatica praticamente in ogni mio turno di battuta.” Questa affermazione è supportata dal dato di tre doppi falli commessi nel primo set, che hanno messo a dura prova il suo margine di vantaggio. Tuttavia, il giovane tennista ha mostrato una notevole capacità di rispondere alle situazioni avverse, recuperando i break persi e mantenendo la pressione sul rivale.
Strategia di recupero
Alcaraz ha sottolineato di aver reagito in maniera efficace dopo ogni break subito, definendo il primo set “fantastico” per la qualità degli scambi e per la capacità di costruire punti lunghi e variegati. Il suo approccio è stato quello di puntare sulla solidità del ritorno, sfruttando la confusione generata dal servizio incerto per impiegare colpi più incisivi e forzare errori dell’avversario.
Il ritiro di Shapovalov e la prossima sfida contro Munar
All’inizio del secondo set, durante il primo game, Shapovalov ha avvertito un forte fastidio all’anca destra mentre si avvicinava verso sinistra per un diritto in corsa. Dopo un breve medical timeout, il canadese ha tentato di riprendere, ma la persistenza del dolore lo ha costretto a ritirarsi sul punteggio di 2-1 a favore di Alcaraz. “È un peccato che abbia dovuto ritirarsi“, ha commentato il campione spagnolo, aggiungendo che non era il modo in cui desiderava arrivare in semifinale, ma che le circostanze fanno parte dello sport.
Con la vittoria marcata come ottava consecutiva a Tokyo e la 49ª apparizione in semifinale a livello ATP, Alcaraz ora si prepara a fronteggiare il connazionale Jaume Munar arrivato in semifinale dalle qualificazioni dopo aver superato Kyrian Jacquet in due set (6-4, 6-2). La sfida rappresenta un nuovo banco di prova per il giovane talento, che intende consolidare la difesa del titolo giapponese e avvicinarsi al livello che considera ideale.
Obiettivi e autovalutazione
Nonostante il risultato positivo, il giocatore ha mantenuto un tono di autocritica, sottolineando che “il mio livello è ancora lontano da quello che voglio“. Alcaraz ha evidenziato la differenza tra allenamento e competizione, indicando la necessità di tradurre le buone sensazioni di campo in prestazioni più costanti. Il suo mandato per i prossimi tornei è chiaro: sfruttare ogni occasione per migliorare e rendere più regolare il proprio gioco, soprattutto nella zona del servizio.



