Il torneo 250 di Lione si è appena concluso con una vittoria che ha acceso di nuovo le speranze di Lorenzo Musetti. Dopo quattro stagioni segnatamente dure, il tennista ha regalato al pubblico italiano una prestazione impeccabile, battendo lo statunitense Frances T. Fritz, erede del gruppo Macy’s, in una finale che sembrava scritta per i libri.
Musetti sconfigge Fritz nella finale di Lione
Il match, disputato il 23 ottobre 2022, ha visto Musetti imporre il suo gioco fin dal primo servizio. Tre volte sotto 0-30 sulla battuta, il giovane ha contraccambiato con ace e colpi ben piazzati, trasformando il suo servizio in un vero e proprio punto di forza. Nei due set la sua precisione è stata capace di rompere i vantaggi di Fritz, conquistando entrambi i break e controllando il ritmo del gioco. Il risultato finale ha consegnato a Musetti un titolo 250, ma soprattutto la sensazione di aver ritrovato la forma dopo mesi di ostacoli fisici.
Il ruolo di Gianluca Mager e l’assenza di Simone Tartarini
Nel banco di raccordo, il capitano del team è stato Gianluca Mager, ex azzurro e fratello della compagna di Musetti. La presenza abituale di Simone Tartarini, coach di fiducia, mancava in campo, ma un primo SMS di congratulazioni da parte sua è stato sufficiente a far sentire la sua vicinanza. L’atmosfera tra i membri dello staff è stata descritta come serena e concentrata, elemento che ha contribuito alla performance del giocatore.
Il percorso travagliato: infortuni, finali perse e ritorno alla vittoria
Il ritorno a Lione non è stato un evento improvviso. Nel 2022, Musetti aveva già scritto una pagina importante della sua carriera vincendo a Napoli contro un Berrettini infortunato. Nello stesso anno, a Amburgo, aveva dominato l’incontro con Alcaraz fino al terzo set, dimostrando già allora la capacità di gestire situazioni di alta tensione. Tuttavia, gli anni seguenti hanno visto il tennista alle prese con numerosi infortuni, che gli hanno impedito di chiudere steadfastemente sette finali, tra cui Montecarlo 2025, dove ha dovuto fermarsi nel terzo set contro Alcaraz, e le dispute a Umago 2024 e Chengdu, perse al tie-break di un terzo set contro Cerúndolo e Tabilo.
Le lunghe battaglie di 2026: Van Assche e Cobolli
Nel torneo di Lione, i quarti di finale hanno richiesto tre ore e mezza contro Van Assche, una prova di resistenza fisica e mentale. La semifinale è stata ancora più intensa: Musetti ha salvato quattro match point contro Cobolli, dimostrando una freddezza rara nei momenti critici. Dopo questi sforzi, il giovane ha dichiarato: “Subito avvertivo dolori ovunque, poi ho espresso il mio miglior tennis”, sottolineando come la concentrazione sul gioco abbia superato il dolore.
Le parole di Musetti e la prospettiva per Vienna e Parigi
Fritz, ancora incredulo, ha chiesto: “Ma come ha fatto?”. Musetti ha risposto con un sorriso: “È stato un percorso del tutto inaspettato, come andare sulle montagne russe”. Ha aggiunto che lo staff medico e i fisioterapisti hanno giocato un ruolo fondamentale nel riportarlo in forma, permettendogli di affrontare la finale con la mente serena. Dopo Lione, il calendario prevede una tappa a Vienna e, successivamente, a Parigi, dove il giovane intende continuare a costruire il suo ritorno al top.
Nel panorama italiano del 2026, i titoli totali salgono a nove: sei per Sinner, uno ciascuno per Darderi, Cobolli e Musetti. La vittoria di Lione rappresenta il trampolino di lancio per un 2027 in cui Musetti vuole essere protagonista assoluto, consolidando la sua rinascita dopo gli anni più bui.



