Al Centrale del Foro Italico Jasmine Paolini ha ottenuto una vittoria che più che per la qualità del gioco si racconta per la capacità di contenere la tensione e rimanere nel match: 6-7, 6-2, 6-4 contro Leolia Jeanjean, partita durata circa 2 ore e 55 minuti. Questo successo agli Internazionali BNL d’Italia 2026 arriva in un momento in cui la toscana cerca ritmo e fiducia, e conferma come il tennis sia spesso una questione di nervi oltre che di tecnica. Nel corso della conferenza stampa Paolini ha spiegato quanto abbia influito l’emotività sul suo rendimento.
Un match in equilibrio: dai tanti break al tie-break iniziale
Il primo set è stato la fotografia dell’equilibrio instabile: scambi lunghi, numerosi break point e un tie-break che ha premiato la francese, arrivata dalle qualificazioni. Jeanjean, numero lontano dalle posizioni di vertice, ha giocato con coraggio e ha messo spesso in difficoltà la campionessa di casa, costringendo Paolini a trovare soluzioni sul momento. La toscana ha ammesso di essere stata un po’ nervosa e di aver vissuto molti alti e bassi, elementi che hanno reso la partita più lunga e combattuta del previsto.
I game lunghi come spartiacque
La svolta è arrivata nella gestione dei game più combattuti: nel secondo e nel terzo set diverse battute sono finite ai vantaggi e lì Paolini ha mostrato maggior concretezza. L’azzurra si è ripetuta di restare aggressiva ma paziente, un concetto semplice che ha fatto la differenza nei momenti chiave. In particolare il game sul 3-3 del terzo set è stato decisivo: dopo scambi intensi Paolini ha saputo forzare il punto giusto, vincendo quello che è stato un vero e proprio test di resilienza mentale e tattica.
Il valore della vittoria: continuità e prospettive
Più che la perfezione tecnica, questo successo conta per l’aspetto psicologico: rimontare dopo un primo set perso aiuta a recuperare fiducia. Paolini ha ricordato come anche l’edizione precedente del torneo avesse alternato momenti brillanti e momenti meno convincenti, sottolineando che ogni edizione è diversa. Ora al tabellone la aspetta Elise Mertens, una giocatrice solida e insidiosa, e Paolini sa che servirà ancora pazienza e costanza per superare un altro ostacolo significativo.
Preparazione e obiettivi a breve termine
La giocatrice ha spiegato di essersi allenata bene nella settimana precedente al torneo e di puntare a migliorare la qualità del gioco complessiva: lavoro tecnico, fisico e mentale. L’obiettivo immediato è dare continuità ai match su questa superficie, mentre a livello stagionale il riferimento rimane il Roland Garros: il Foro Italico diventa così una tappa di preparazione e verifica, un passaggio operativo più che un punto di arrivo definitivo.
Il ritorno di Djokovic e la questione della governance nel tennis
Sul fronte maschile, Novak Djokovic è tornato a Roma dopo una lunga assenza dal circuito, avendo saltato alcuni tornei per problemi fisici e giocando fino a quel momento poche competizioni in stagione. Il serbo ha spiegato che l’obiettivo principale rimane la preparazione per il Roland Garros, pur volendo trovare ritmo e sensazioni al Foro Italico. In conferenza si è inoltre parlato di un tema caldo: il malcontento dei giocatori riguardo alla distribuzione dei ricavi negli Slam e l’ipotesi di azioni forti, tra cui possibili boicottaggi futuri.
La posizione di Djokovic sulla rappresentanza dei giocatori
Djokovic, figura di riferimento nelle discussioni di governance grazie anche alla fondazione della PTPA, ha ribadito il suo sostegno ai colleghi più attivi nel sollevare la questione, citando la necessità di proteggere soprattutto i giocatori di classifica più bassa. Ha criticato l’attuale struttura che, a suo avviso, lascia limitato potere reale ai rappresentanti dei giocatori all’interno di organismi come il Player Council, favorendo negoziazioni dirette tra top player e gli organizzatori degli Slam come possibile soluzione.
In sintesi, la due giorni romana ha offerto sia momenti sportivi intensi — con la rimonta di Paolini che premia determinazione e gestione delle emozioni — sia riflessioni più ampie sul futuro del circuito, con il ritorno di Djokovic che riaccende il dibattito sulla giustizia economica e sul ruolo dei giocatori nella governance. Per Paolini la vittoria al Foro Italico è un punto di ripartenza; per il tennis resta aperta la sfida di trovare un equilibrio più equo per l’intera base del movimento.
