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14 Maggio 2026

Darderi batte Jodar e vola in semifinale agli Internazionali BNL d’Italia

Luciano Darderi conquista la semifinale a Roma dopo una notte lunga e combattuta contro Rafael Jodar, con un terzo set in cui la superiorità atletica ha fatto la differenza

Darderi batte Jodar e vola in semifinale agli Internazionali BNL d’Italia

La notte sul centrale del Foro Italico è stata la cornice di una partita che resterà a lungo nella memoria: Luciano Darderi ha avuto la meglio su Rafael Jodar con il punteggio di 7-6(5) 5-7 6-0, in un match durato tre ore e sette minuti. L’incontro è cominciato poco prima delle 23:00 e si è concluso oltre le due di notte, tra scambi estenuanti, una lunga interruzione tecnica e un finale che ha messo in luce la differenza di condizione fisica tra i due giocatori.

Il successo regala a Darderi la semifinale agli Internazionali BNL d’Italia, dove affronterà il norvegese Casper Ruud. È il miglior risultato in carriera per l’italo-argentino, frutto di resistenza mentale, gestione dei momenti chiave e capacità di rientrare nella partita dopo errori e occasioni mancate.

La notte e i momenti decisivi

Il match si è giocato su un campo lento e in condizioni di alta umidità, scenari che hanno allungato ogni scambio e ridotto il peso della prima di servizio: il dominio da fondo campo è diventato il metro della contesa. A complicare la serata è intervenuto il fumo proveniente dall’Olimpico dopo i fuochi d’artificio, che ha disturbato il sistema elettronico di chiamata delle righe, il Hawk-Eye, costringendo a una sospensione di 19 minuti. Sul piano tattico si sono alternati episodi di netta supremazia di Darderi, momenti di reazione di Jodar e scambi in cui la gestione emotiva ha contato tanto quanto i colpi.

Il tie-break e la tenacia iniziale

Nel primo set si è arrivati al tie-break dopo scambi lunghi e una fase di adattamento al campo. Sul 2-5 Darderi ha saputo stringere i denti e infilare cinque punti consecutivi, ribaltando il momento e chiudendo la frazione 7-6(5). Quel parziale ha segnato la capacità dell’azzurro di restare dentro il punto nei momenti caldi, di andare a fondo sul servizio avversario e di capitalizzare le poche opportunità nate in un contesto difficoltoso per chi serve.

Il secondo set: occasioni mancate e rimonta

Nel secondo set Darderi ha preso vantaggio fino al 3-0, con due chance per infilare il doppio break e volare sul 4-0; invece Jodar ha reagito, sfruttando il calo percentuale della prima dell’italiano e la stanchezza accumulata. Sul 5-4 per Darderi lo spagnolo ha annullato due match point con colpi di grande valore, rientrando e prendendo fiducia fino al 7-5 che ha rimandato il verdetto al terzo set. Quella frazione è stata la dimostrazione di come la partita potesse pendere da entrambe le parti, e di come la capacità di soffrire e rimanere lucidi sia stata fondamentale per la prosecuzione del confronto.

La pressione dei punti conclusivi

Gli episodi nei game finali del secondo set hanno inciso sul piano mentale: perdere due match point ha avuto un peso, ma Darderi ha saputo metabolizzare il contraccolpo. La partita ha così assunto contorni di vera battaglia, in cui il fisico sarebbe diventato l’ago della bilancia.

Il terzo set: la svolta fisica

All’apertura del terzo set è arrivato il turning point: un game lunghissimo durato 13 minuti e composto da 26 punti, con Darderi che ha sfruttato sei palle break prima di strappare il servizio a Jodar. Quel momento ha spezzato la partita: lo spagnolo, già provato, ha iniziato a soffrire crampi e a perdere lucidità nei movimenti, mentre Darderi ha mantenuto ritmo, profondità e pressione. Da quel frangente ha preso il sopravvento netta la componente atletica e mentale dell’azzurro, che ha chiuso il set con un implacabile 6-0.

Atletica, tattica e testa

La capacità di correre, di mantenere la qualità del diritto e di non abbassare l’intensità ha trasformato il match: Darderi ha alzato il ritmo degli scambi, costringendo Jodar a un errore di gestione della fatica. Il 6-0 finale racconta più l’esito di un cedimento fisico dell’avversario che la qualità del suo torneo; tuttavia certifica la superiorità complessiva di chi ha saputo mantenere la tensione per tutte e tre le ore di gioco.

Conseguenze e prospettive

Questo successo rappresenta per Luciano Darderi il traguardo più importante della carriera: nato a Villa Gesell e cresciuto con legami familiari a Fano, allenato dal padre Gino, è riuscito a trasformare una notte difficile in una semifinale di grande spessore. Adesso lo attende Casper Ruud, specialista sulla terra e già tre volte semifinalista a Roma, che nel pomeriggio ha avuto la meglio su Khachanov. Sarà una nuova sfida ardua, ma la convinzione che in questo Foro Italico Darderi possa proseguire il sogno è forte.

La partita di Roma ha raccontato più storie insieme: la crescita di una promessa come Jodar (classe 2006), la resilienza di Darderi e il ruolo decisivo della condizione fisica in match maratona. Per l’azzurro, una notte da ricordare e l’occasione di giocarsi ancora qualcosa di grande.

Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.