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15 Maggio 2026

Dalla campagna etiope alla Motor Valley: la storia di Fekadu

Il percorso di Fekadu racconta come l'educazione, il sostegno familiare e lo studio dei materiali compositi possano trasformare ricordi e opportunità in un futuro nella Motor Valley

Dalla campagna etiope alla Motor Valley: la storia di Fekadu

Chi osserva oggi le strade di Imola non immagina le distanze percorse a piedi in un’altra vita: quella di Fekadu comincia tra i sentieri di Hosaena, dove frequentare la scuola non era scontato. In quelle giornate ricorda i nomi delle mucche, i percorsi verso il pascolo e i legami con una nonna e una zia, memorie che convivono con il presente professionale in cui il rumore dei motori accompagna le sue giornate. Il suo cammino è segnato dalla capacità di trasformare un privilegio in impegno: l’accesso all’istruzione ha avuto per lui un valore centrale, non soltanto personale ma anche simbolico.

L’approdo in Italia è stato seguito dalla costruzione di una nuova quotidianità ad Andria, città che ha offerto un ambiente accogliente durante gli anni dell’adattamento. La famiglia adottiva, guidata da una madre insegnante, ha scelto di creare prima un nido familiare stabile piuttosto che affrettare l’ingresso a scuola, lavorando con pazienza per ricomporre affetti e aspettative. Gli amici nati in quegli anni restano ancora un punto di riferimento, mentre una fotografia dell’infanzia conservata nel cellulare ricorda i giorni dell’adozione come una stagione di attesa e di sogni in crescita.

Da Hosaena al percorso scolastico

Quando è arrivato il momento di inserirsi nel sistema scolastico italiano, i genitori hanno scommesso sulle sue capacità: invece di ricominciare dall’inizio, gli è stato predisposto un piano di recupero rigoroso che gli ha permesso di entrare direttamente in terza elementare. Quel periodo racconta la sua volontà di colmare lacune e trasformare il diritto allo studio in una missione personale. La determinazione lo ha accompagnato fino alla laurea in ingegneria meccanica a Bolzano, passando per un’importante esperienza in una start up a Vienna, e proseguendo con un master di specializzazione sui materiali compositi, insieme a studi su componenti leggeri e ad alte prestazioni.

L’importanza della famiglia

Alla base dei successi di Fekadu c’è un nucleo familiare che non ha mai banalizzato il ruolo di genitori adottivi: trasparenza, cura e una scelta consapevole di accompagnamento hanno costruito fiducia. Il legame non è nato dall’oggi al domani ma si è stratificato, fin dai primi venti giorni passati insieme in Etiopia, e poi consolidato in Italia. Il fratello Eyob e gli altri affetti sono parte di una rete che ha offerto sostegno durante i momenti difficili, trasformando la sofferenza emotiva iniziale in una base solida per progetti di vita e ambizioni professionali.

Formazione tecnica e ingresso nella Motor Valley

Oggi Imola è il territorio dove mette in pratica ciò che ha studiato: fra i rumori della Motor Valley e le officine, Fekadu sta per entrare ufficialmente in una scuderia italiana di Formula 1, la Racing Bulls. Il suo lavoro riguarda il comportamento meccanico di una resina utilizzata per l’incollaggio dei componenti in fibra di carbonio della monoposto. Questa specializzazione lo colloca al crocevia tra ricerca, sicurezza e prestazione: comprendere come piccoli materiali incidano su assetti e affidabilità è fondamentale in un ambiente dove ogni grammo e ogni giunzione contano.

Tecnica, responsabilità e ambizione

Il tema dei materiali compositi richiama concetti come leggerezza e resistenza meccanica, ma implica anche responsabilità: una scelta progettuale o la scelta della giusta resina influiscono su performance, durata e sicurezza del mezzo. La formazione di Fekadu — tra ingegneria, esperienze internazionali e un master specifico — gli ha fornito strumenti tecnici e metodologici utili per rispondere a queste sfide, con l’obiettivo di contribuire a monoposto più efficienti e affidabili.

Radici che guidano il futuro

Sebbene ora viva immerso nell’ambiente ad alta velocità della Motor Valley, conserva simboli e abitudini legate alla terra d’origine: la bandiera etiope in stanza e la musica della sua terra che a volte riempie le ore libere. Il suo sguardo sul mondo rimane critico rispetto agli stereotipi mediatici sui bambini africani; per lui la differenza non è biologica ma di opportunità. Il desiderio di chiudere il cerchio lo spinge a pensare di adottare a sua volta, offrendo a un altro bambino la possibilità di trasformare un passato difficile in una vita di realizzazione e affetto.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.