Il SIC Europe/Omag Opennuovo Challenger ATP 75 con un montepremi di 97.640 euroha visto mercoledì una netta presenza italiana tra i migliori sedici. Sui campi in terra battuta del Queen’s Club di Cattolica tre giocatori tricolori – Francesco FortiRaul Brancaccio e Andrea Guerrieri – hanno conquistato il pass per i quarti, regalando al pubblico locale giornate di grande intensità agonistica. L’ingresso alla manifestazione è gratuito e la finale è programmata per la domenica pomeriggio.
Il successo di Francesco Forti e il derby futuro con Andrea Guerrieri
Il 26enne di Cesenaticopromosso dalle qualificazioni e attualmente n. 396 del ranking ATP, ha confermato il suo ottimo momento. Seguito dalla Galimberti tennis Academy e abituato ai campi del Queen’s Club, Forti ha superato in tre set il più quotato Franco Agamenone con il punteggio di 6-3 6-7(5) 6-1 dopo due ore e 40 minuti di battaglia. Nonostante il vento che ha complicato gli scambi, Forti ha mostrato grande tenuta fisica e lucidità tattica: ha conquistato il primo parziale controllando il gioco, ha subito il ritorno dell’avversario nel tie-break del secondo set ma ha poi dominato la frazione decisiva. Tornato competitivo dopo un problema ai piedi che lo aveva fermato, Forti troverà nei quarti, nella parte bassa del tabellone, lo sfidante italiano Andrea Guerrieri.
Andrea Guerrieri: continuità e fiducia
Il 27enne mancino di Correggioattualmente n. 231 (suo best ranking), ha guadagnato fiducia grazie ai successi stagionali, incluso il titolo al Garden Roma e il trofeo ITF di Reggio Emilia. Guerrieri ha prima eliminato il ceco Dalibor Svrcina, seconda testa di serie, e poi ha domato il 19enne bulgaro Alexander Vasilev con il punteggio di 7-6(5) 7-5. L’emiliano ha saputo gestire i momenti chiave, come il tie-break del primo set chiuso con una risposta vincente, e una rimonta decisiva nella seconda frazione, quando ha piazzato quattro game consecutivi per chiudere il match in meno di due ore.
Raul Brancaccio e l’impegno contro Carballes Baena
Prima degli altri successi azzurri, sul Centrale si era imposto Raul Brancaccionumero 237 ATP (con un best ranking di 121 nel 2026). Il 29enne di Torre del Greco ha sfruttato la sua solidità per battere il mancino britannico Liam Broady 6-2 6-4, dettando i ritmi nel primo set e controllando il tentativo di rimonta dell’avversario nel secondo. Il prossimo ostacolo per Brancaccio sarà lo spagnolo Roberto Carballes Baena33enne di Tenerife e attualmente n. 191 del ranking, che ha fermato il lucky loser Gianmarco Ferrari 6-4 6-4.
Carballes Baena e la sfida con il lucky loser Gianmarco Ferrari
Il veterano iberico, con passato in Top 50 e due titoli ATP nel palmarès, ha messo fine all’avventura del 25enne mancino di PratoGianmarco Ferrari (n. 435 ATP), ripescato in tabellone come lucky loser dopo lo stop in qualificazione. Il risultato di 6-4 6-4 ribadisce la solidità del giocatore di Tenerife e prepara un quarto di finale che metterà a confronto esperienza e ritmo di match.
Il programma e gli altri azzurri in campo giovedì
Il cartellone di giovedì è dedicato al completamento del secondo turno: tra i nomi attesi in campo figurano Marco Cecchinato contro l’ecuadoriano Alvaro Guillen Meza (n. 266), il 21enne ravennate Federico Bondioli (n. 341) opposto al principale favorito del torneo, l’olandese Jesper De Jong (n. 83), e la wild card Enrico Dalla Valleanch’egli seguito dalla Galimberti Tennis Academyche affronterà il qualificato spagnolo Carlos Sanchez Jover. A chiudere la giornata il confronto tra il serbo Dusan Lajovic (n. 140), terza testa di serie, e lo spagnolo Oriol Roca Batalla. Questo segmento del tabellone conferma come il torneo offra una mescolanza di giocatori in ascesa e nomi esperti del circuito.
Nel doppio si sono registrati risultati importanti per il movimento italiano: la coppia Federico Bondioli/Raul Brancaccio ha superato la formazione composta da Enrico Dalla Valle e Michele Mecarelli 6-2 7-6(6), mentre Francesco Forti e Giorgio Ricca hanno vinto un combattuto incontro per 6-4 6-7(3) 10-8 contro la coppia Broady/Simakin. Questi risultati mostrano come l’evento a Cattolica continui a essere un banco di prova significativo per i protagonisti italiani sulle superfici in terra battuta.


