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11 Giugno 2026

Tennis dopo il break: preparazione a 4 fasi per un ritorno efficace

Torna al tennis dopo la pausa grazie al piano in 4 fasi: riscaldamento, forza, tecnica e recupero

Tennis dopo il break: preparazione a 4 fasi per un ritorno efficace

Il salto improvviso dalla scusa alle straight serve è più delicato di quanto pare. Quando si ha seguito una pausa, il corpo ha perso coordinazione, flessibilità e, soprattutto, il senso di bilanciamento che si compila naturalmente in campo. La chiave è non ricominciare subito con assi giovanili e masssetti, ma riprendere con un programma progressivo. Di seguito trovi una proposta a quattro fasi, ma adattabile a chi ha pressioni pratiche o a chi ha risorse già legate a un allenatore.

Fase 1: Valutazione e riscaldamento di base

Prima di allenarsi o giocare, è consigliabile ottenere una valutazione completa. Un fisioterapista sportivo può individuare squilibri muscolari, deficit di flessibilità e punti di tensione. Una volta chiârte le criticità, si passa al riscaldamento mirato. In pratica, fa’ 10-15 minuti di mobilità articolare, concentrandosi su spalle, gomiti, polsi, anche e anche dorsali. L’obiettivo è poi aumentare la temperatura dei muscoli senza sovraccaricare le articolazioni — a questo punto puoi introdurre esercizi di pliometria leggera, sprint brevi o scatti di 25 metri. Mantenersi in questo confort è il ponte tra l’inattività e l’attività.

Durante il riscaldamento, impara a sentire la partenza in campo: un passo avanti, l’abbassamento della gamba e l’apertura della spalla in cui eviti di caricare troppo peso sull’avambraccio. Con inclinazione giocata ti ricordi di non abbandonare il movimento. È importante costruire quotazioni di forza giovanili prima di produrle in partita.

Fase 2: Forza, tecnica e recupero

Quand’è consolidata la mobilità, si passa a vettori di forza e tecnica. Ogni 3-4 giorni alternati tra lavoro di potenza muscolare (panca, squat leggeri, kettlebell swing) e drill di tecnica (palle approssimanti, scambi di colpi, servizio di precisione). La cosa centrale è tennis comeback: la capacità di concatenare colpi con ritmo e positività. L’allenatore che segue la crescita di un giocatore 3-5 volte a settimana dà notizia su cautela, perché l’obbiettivo è il training plan bilanciato.

Tra le sessioni, il injury prevention è il filo costante. Inserisci sempre foam rolling, stretching statico a fine sessione e, se possibile, un breve bagno di ghiaccio. Evita di intonare la gamba anteriore troppo presto: che non lo tu stesso miri a tuffarti dentro un rally, ma _la provare a picchi di intensità_separata dal lavoro tecnico. Gli spalti del dottor della somma di resistenza e il controllo della pressione arteriosa sono fondamentali per il successo su misura. Il programma completo fissa, in media, 12-14 set di scambio, 3-4 sessioni di gioco a estrusione.

Con questo modello di allenamento, l’uomo ritorna con tanto più che semplici colpi: tono, resistenza, velocità, equilibrio. Se riesci a rispettare le fasi, potrai riprendere a giocare, ma con la consapevolezza di avere ridotto le probabilità di lesionisti. La pausa non è più un ostacolo, è un nuovo inizio.

Autore

Sraff