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5 Luglio 2026

Dimitrov a Wimbledon: ritorno di piacere, wildcard e fiducia con Jamie Delgado

Dimitrov avanza a Wimbledon grazie a una serie di vittorie culminate con il successo in cinque set su Matteo Berrettini; il bulgaro, wild card nel tabellone principale, sottolinea il ritorno del piacere per il gioco, il ruolo fondamentale di Jamie Delgado e la prossima sfida contro Arthur Fery.

Dimitrov a Wimbledon: ritorno di piacere, wildcard e fiducia con Jamie Delgado

Grigor Dimitrov ha ampliato il suo cammino sull’erba di Wimbledon con una vittoria intensa che lo ha visto imporsi in cinque set contro Matteo Berrettini. Entrato nel tabellone principale con una wildcard il bulgaro aveva già superato al turno precedente Dane Sweeny e Jakub Mensik, e ora si prepara ad affrontare il britannico Arthur Fery per un posto nei quarti. In conferenza stampa dopo il match Dimitrov ha messo al centro dell’attenzione il piacere di giocare, più che il mero risultato, e ha raccontato il percorso di recupero dopo i mesi difficili causati da un infortunio che lo aveva costretto al ritiro contro Jannik Sinner la scorsa stagione.

La partita contro Berrettini e la gestione mentale della rimonta

La sfida con Berrettini è stata una battaglia di nervi e fisico: Dimitrov ha ammesso che il match non è scivolato via come nei primi due set e che per lunghi tratti si è trovato in difficoltà. Il giocatore ha sottolineato come il segreto sia stato rimanere concentrato sul momento presente, lavorando punto dopo punto: «Il risultato passa in secondo piano», ha detto, spiegando che l’obiettivo principale era competere e mantenere una presenza mentale costante. Queste parole riflettono una maturità acquisita dopo la pausa forzata, quando la corsa in classifica si era interrotta e la fiducia era stata messa alla prova.

La sottile linea tra vittoria e sconfitta

Dimitrov ha toccato un tema spesso dibattuto nel tennis: la differenza psicologica tra vincere e perdere. Ha osservato come, in caso di successo, la tendenza sia fissarsi sui dettagli positivi, mentre nella sconfitta si rimangono ossessionati dagli errori più macroscopici. Per lui era fondamentale mantenere un equilibrio tra queste due visioni, riconoscendo i propri meriti indipendentemente dal risultato finale: «Anche se avessi perso, sarei stato fiero», ha detto, rimarcando che ciò che conta è aver dato tutto in campo.

Wildcard, ranking e il ritorno di Jamie Delgado nel team

Il percorso che ha portato Dimitrov nel tabellone principale non è stato scontato: fuori dai primi 100 del mondo e classificato al numero 146, il bulgaro ha chiesto la wildcard che gli ha evitato le qualificazioni. Questo ha permesso una preparazione mirata nei giorni precedenti l’inizio del torneo. Una componente chiave del suo rinnovato approccio è stata la ricomposizione dello staff tecnico con il ritorno di Jamie Delgado nell’angolo. Dimitrov ha descritto Delgado come una figura che condivide la sua visione del gioco, capace di gestire il team e di stabilire obiettivi e limiti chiari, elementi ritenuti cruciali per affrontare l’ultima fase di una carriera di alto livello.

Visione a breve termine e intuito tattico

Con Delgado al fianco, Dimitrov sostiene di avere una struttura più definita: confini, regole e obiettivi che permettono di concentrare le energie su ciò che è realmente utile in campo. Questa organizzazione ha aiutato il 34enne (classe 1991) a ritrovare quella lucidità mentale che nelle fasi decisive del match contro Berrettini ha fatto la differenza, consentendogli di sfruttare i momenti chiave e di costruire gradualmente la rimonta.

Riconnessione con il pubblico e lo spirito del gioco

Oltre agli aspetti tecnici e tattici, Dimitrov ha parlato del valore affettivo del tennis: ha confessato di «stare innamorandosi di nuovo del gioco» dopo i difficili mesi precedenti. Per lui il tennis è stato sempre anche spettacolo e relazione con i tifosi; l’atmosfera delle partite sull’erba e il sostegno del pubblico hanno costituito una fonte di energia. Il bulgaro ha promesso di continuare a offrire quei momenti che lo hanno reso celebre, sia per amore del gioco sia come gesto di gratitudine verso chi lo ha sostenuto nei momenti più complicati.

Guardando oltre la vittoria, Dimitrov mantiene i piedi per terra: la prossima sfida sarà contro Arthur Fery, un nome emergente e popolare tra il pubblico di casa. Il bulgaro affronterà l’incontro con la stessa filosofia espressa a voce alta dopo il terzo turno: vivere il presente, competere con intensità e lasciarsi guidare dalla passione ritrovata per lo sport.

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Aggiornato 19:26 CEST
Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.