Salta al contenuto
17 Luglio 2026

Sinner e Djokovic: un confronto tecnico e mentale

Jannik Sinner viene paragonato a Novak Djokovic per la sua completezza tecnica e mentale, ma con una potenza aggiuntiva che lo rende unico

Sinner e Djokovic: un confronto tecnico e mentale

Nel panorama del tennis mondiale, un nome spicca per la sua capacità di dominare il circuito con una combinazione unica di potenza e tecnica Jannik Sinner. L’italiano, già numero uno del mondo, sta lasciando un segno indelebile nel gioco, tanto da essere paragonato a leggende come Novak Djokovic. Ma cosa rende Sinner così speciale?

Renzo Furlan, allenatore di Luca Nardi, ha notato numerose somiglianze tra Sinner e Djokovic, ma con una differenza cruciale: la velocità della palla. “Jannik possiede maggiore potenza”, ha dichiarato Furlan, sottolineando come l’italiano colpisca più forte e con maggiore velocità rispetto al serbo.

Sinner: un Djokovic 2.0 con caratteristiche uniche

Furlan ha definito Sinner un “Djokovic 2.0”, evidenziando come entrambi i giocatori facciano viaggiare continuamente la palla e abbiano migliorato il servizio nel corso della loro carriera. Tuttavia, Sinner ha un repertorio tecnico molto ampio che gli permette di esprimere un tennis eccezionale. “Possiede un repertorio tecnico molto ampio, che gli permette di esprimere un tennis eccezionale, e una straordinaria etica del lavoro”, ha aggiunto Furlan.

Un altro aspetto che distingue Sinner è la sua capacità di assimilare rapidamente nuove soluzioni tecniche. “Non si sottrae mai a una sfida. Entra in campo, sperimenta soluzioni differenti e, soprattutto, le apprende immediatamente”, ha spiegato Furlan. Questa capacità di adattamento è fondamentale in un gioco come il tennis, dove le condizioni possono cambiare rapidamente.

La finale di Wimbledon: un momento decisivo

Un esempio lampante della capacità di Sinner di alzare il livello quando necessario è la finale di Wimbledon contro Alexander Zverev. Il tedesco, reduce dal suo primo titolo Slam al Roland Garros, aveva iniziato l’incontro con un tennis di altissimo livello. “Fino al tie-break del secondo set ho avuto qualche dubbio, perché Zverev stava giocando molto bene. Poi Sinner ha semplicemente alzato il livello, trovando sempre una risposta”, ha spiegato Furlan.

Superato quel momento critico, l’esito della finale è apparso quasi inevitabile. “Dopo aver superato l’ostacolo del secondo set, la sensazione era che Jannik avrebbe chiuso in quattro. Ha cominciato a intaccare le certezze del suo avversario e il calo del tedesco è diventato inevitabile”, ha concluso Furlan.

Sinner e Alcaraz: una classe a parte

La vittoria di Zverev a Parigi aveva interrotto la serie di titoli Slam conquistati da Sinner e Carlos Alcaraz. Tuttavia, per Furlan, questo non ha cancellato la distanza che separa l’italiano e lo spagnolo dal resto del circuito. “Wimbledon ha dimostrato quanto Sinner e Alcaraz siano superiori agli altri. Possono giocare per ore a un livello elevato senza diminuire l’intensità e riescono persino ad aumentarla nei momenti decisivi. Sono gli unici due capaci di farlo”, ha concluso.

Il paragone con Djokovic resta impegnativo e dovrà essere sostenuto nel tempo da risultati e longevità. Tuttavia, dal punto di vista tecnico e mentale, Furlan vede in Sinner molte delle qualità che hanno permesso al serbo di dominare il tennis mondiale, unite a una potenza superiore e a margini di crescita ancora importanti.

Mondiali 2026

Prossime partite

Domani
Francia
23:00CESTFinale 3° posto
Inghilterra
dom 19 lug
Spagna
21:00CESTFinale
Argentina

Risultati

mer 15 lug
Inghilterra
12FT · Semifinale
Argentina
mar 14 lug
Francia
02FT · Semifinale
Spagna
Aggiornato 11:00 CEST
Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.