Fino a poche settimane fa, l’idea che un giocatore italiano potesse trovarsi a sfidare la propria nazionale alla Rugby World Cup sembrava un’ipotesi remota. Tuttavia, la storia di Iacopo Bianchi ha preso una svolta inaspettata. Questo giovane talento, nato in Italia ma con radici rumene, ha deciso di abbracciare una nuova avventura sportiva, unendo il suo percorso professionale a un legame familiare profondo.
Bianchi, un terza linea classe 1998, ha recentemente ricevuto una convocazione inattesa: quella della nazionale rumena. Dopo aver giocato per l’Italia U20 e l’Italia A, ha deciso di esplorare una nuova strada, quella della Nations Cup una competizione per nazionali di seconda fascia. Questo passo lo ha portato a considerare seriamente l’opportunità di partecipare alla Rugby World Cup 2027 in Australia, dove la Romania è stata sorteggiata nel girone dell’Italia.
Le radici rumene di Iacopo Bianchi
La scelta di Bianchi non è stata dettata solo da motivazioni sportive, ma anche da un forte legame familiare. Sua madre è rumena e, dopo aver scoperto la possibilità di rappresentare il paese d’origine, Bianchi ha deciso di intraprendere questo percorso. A metà maggio, si è messo in contatto con la federazione rumena, che si è dimostrata subito disponibile e interessata. La burocrazia è stata gestita rapidamente e, dopo aver accertato tutti i documenti necessari, Bianchi è stato convocato per il raduno pre-Nations Cup a Bucarest.
“È stata una cosa che mi ha reso molto entusiasta,” ha dichiarato Bianchi. “Poteva portarmi a esplorare una parte della mia famiglia di cui ho sempre visto poco, ma a cui ho voglia di provare a dare qualcosa.” La sua nonna vive ancora in Romania, e questa esperienza gli ha permesso di fare nuove esperienze e di avvicinarsi alle sue radici.
L’integrazione nella nazionale rumena
L’integrazione di Bianchi nella nazionale rumena è stata più facile del previsto. Dopo otto anni a Parma con le Zebre, cambiare ambiente, compagni e staff potrebbe essere stato un ostacolo, ma Bianchi si è trovato subito a suo agio. “Il metodo di lavoro è abbastanza simile,” ha spiegato. “In raduno si parla molto rumeno, che io capisco ma riesco a parlare solo per le frasi di base, ma anche inglese, perché lo staff è internazionale.”
Tra i giocatori che lo hanno impressionato, Bianchi ha citato il capitano Cristi Boboc, Marius Simionescu e Hinckley Vaovasa. La Nations Cup è stata un’esperienza positiva per la Romania, con una sconfitta onorevole in casa del Cile, un pareggio in casa dell’Uruguay e una vittoria contro le Samoa. “Abbiamo iniziato la tournée cercando una maggiore continuità di prestazioni,” ha detto Bianchi. “Vogliono appunto ricercare la costanza nell’essere sempre competitivi con tutte le formazioni di tier 2.”
Il futuro di Bianchi e la Rugby World Cup 2027
La stagione prossima vedrà la Romania impegnata nel Rugby Europe Championship, con l’obiettivo di qualificarsi per la Rugby World Cup 2027. Bianchi ha già visto il girone in cui la Romania è stata sorteggiata, ma preferisce non dare nulla per scontato. “È una cosa che vedo ancora molto lontana,” ha affermato. “Ci sono tanti altri appuntamenti e non do niente per scontato, so che è un’opportunità che andrà guadagnata sul campo.”
Tuttavia, l’idea di affrontare l’Italia, la sua nazionale di origine, lo stimola. “Sarebbe davvero divertente,” ha detto Bianchi. “È uno stimolo positivo alla fine, mi piacerebbe un sacco e sarei contento di poter giocare contro di loro.”
La sua ultima stagione alle Zebre è stata un bel percorso di crescita personale. Ora, Bianchi è pronto per una nuova avventura con Rovigo, dove ha scelto di continuare la sua carriera. “Le stagioni a Parma sono state un bel percorso per la mia crescita personale,” ha concluso. “Non ho rimpianti. Il campionato di URC penso sia uno dei più duri al mondo perché ti trovi ad affrontare i più forti, letteralmente.”



