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26 Luglio 2026

Zeynep Sonmez: la scalata tra le prime 50 del tennis mondiale

Zeynep Sonmez, la tennista turca, ha raggiunto le prime 50 del ranking WTA. Scopri come ha superato le difficoltà di un Paese senza tradizione tennistica e i sacrifici della vita in circuito.

Zeynep Sonmez: la scalata tra le prime 50 del tennis mondiale

Zeynep Sonmez, a soli 24 anni, ha raggiunto un traguardo storico per il tennis turco: entrare stabilmente tra le prime 50 giocatrici del ranking WTA. La sua ascesa, però, è stata costellata da sfide uniche, legate sia alla mancanza di una tradizione tennistica nel suo Paese, sia alle difficoltà intrinseche della vita professionistica nel circuito.

In un’intervista esclusiva, la tennista ha condiviso le sue esperienze, rivelando come il percorso verso l’élite del tennis richieda non solo talento, ma anche una grande forza mentale e la capacità di affrontare sacrifici personali significativi.

Una crescita senza precedenti nel tennis turco

Provenire da un Paese come la Turchia, dove il tennis non è particolarmente popolare, ha reso il percorso di Sonmez ancora più complesso. A differenza di molte sue colleghe, cresciute in ambienti con una solida cultura tennistica, la tennista turca ha dovuto imparare quasi tutto strada facendo.

“Non provengo da un Paese nel quale il tennis sia particolarmente popolare. Non sono cresciuta in un ambiente con una cultura tennistica molto diffusa e per questo ho dovuto imparare tante cose strada facendo”, ha spiegato Sonmez. Questa mancanza di strutture e conoscenze pregresse ha reso ogni passo del suo percorso una sfida unica.

Il calendario intenso, i continui viaggi, i cambi di superficie e la gestione delle sconfitte sono elementi che hanno richiesto un adattamento costante. Sonmez ha dovuto scoprire e padroneggiare queste dinamiche direttamente sul campo, spesso affrontando avversarie cresciute in sistemi molto più strutturati.

La solitudine del circuito professionistico

Uno degli aspetti più difficili della vita nel circuito, secondo Sonmez, è la lontananza dagli affetti. La stagione professionistica si estende per quasi undici mesi, obbligando le giocatrici a spostarsi continuamente tra continenti, fusi orari e condizioni differenti.

“Per essere tra le prime 50 bisogna possedere una grande forza mentale, perché viaggiamo praticamente ogni settimana. Devi essere pronta a stare lontana dalla famiglia e dalle persone che ami”, ha sottolineato la tennista. La solitudine e la stanchezza accumulata durante i viaggi sono sfide che richiedono un equilibrio emotivo solido.

La numero 48 del mondo ha ammesso di aver sofferto particolarmente la lontananza da Istanbul: “È sempre stata una delle parti più difficili del mio lavoro. Ogni volta che perdevo una partita pensavo: ‘Perché non torniamo a casa?’. Anche tra un torneo e l’altro avrei voluto rientrare.”

Una cifra riassume meglio di qualsiasi altra il prezzo della sua ascesa: “L’anno scorso abbiamo trascorso soltanto 50 giorni in Turchia”. Nel tennis, una sconfitta raramente permette di rientrare subito a casa. Molto più spesso significa preparare i bagagli, raggiungere un altro Paese e ricominciare pochi giorni dopo.

Un modello per le future generazioni

L’ascesa di Sonmez assume un valore ancora maggiore perché può diventare un punto di riferimento per le future generazioni turche. Tutto ciò che oggi rappresenta una prima esperienza per lei potrà trasformarsi domani in un patrimonio di conoscenze da trasmettere ai giovani del suo Paese.

Entrare nella top 50 ha significato superare numerosi ostacoli, ma rimanervi ne imporrà altri. La prossima sfida sarà trasformare quanto appreso, dentro e fuori dal campo, in una routine capace di sostenerla durante l’intera stagione.

Il suo racconto restituisce così un’immagine del tennis molto diversa da quella dei grandi stadi e dei montepremi: una vita trascorsa tra aeroporti, alberghi e lontananza dagli affetti, nella quale anche poter tornare a casa diventa un privilegio raro.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.