Lorenzo Musetti è tornato sotto i riflettori dopo una drammatica uscita al secondo turno degli US Open di New York. L’italiano, eliminato da Dane Sweeny con il risultato 3-6, 6-1, 6-2, 6-2, ha raccontato a Sky Sport le sensazioni che lo hanno colpito durante il match e le prospettive per la parte finale della stagione.
Nel post-match il carrarino ha espresso una forte amarezza dichiarando: «C’è tantissima amarezza e frustrazione per quello che ho mostrato in campo. Dopo un primo set controllato abbastanza bene, ho avvertito un calo improvviso di energie. Mi sentivo praticamente paralizzato, specialmente nelle gambe». L’intervento dello staff, con ghiaccio e zuccheri, non è bastato a invertire la tendenza e Musetti ha chiuso l’incontro per evitare un altro ritiro.
Le cause del blackout a New York
Analizzando l’episodio, l’azzurro ha escluso problemi strutturali. «Non ci sono state né lesioni né infortuni, soltanto un brutto episodio accaduto forse per le condizioni climatiche», ha spiegato. Il clima di New York, con temperature elevate sul campo e aria condizionata troppo fredda nella zona players, avrebbe creato uno sbalzo termico che ha portato il corpo a superare una soglia critica. Musetti ha aggiunto che le tecniche di emergenza – ghiaccio, zuccheri e pause – non sono riuscite a ripristinare le energie quando il corpo era già paralizzato.
Il contesto di infortuni di Musetti nel 2026
Il 2026 non è stato generoso con il giovane tennista. Prima di New York, Musetti si era ritirato nei quarti degli Australian Open contro Novak Djokovic, nonostante avesse guidato per due set a zero. Un successivo problema alla coscia gli è impedito di disputare Roland Garros e Wimbledon. Questi eventi hanno alimentato la sua affermazione: «Gli infortuni sono il problema principale del tennis moderno». Secondo lui, il calendario fitto e le richieste fisiche sempre più elevate fanno sì che anche i migliori giocatori non riescano a sfuggire a problemi di salute.
Il calendario estivo: Tokyo, Shanghai e la corsa alle ATP Finals
Dopo la pausa necessaria per rimettere a punto la forma, Musetti parteciperà al primo evento della trasferta asiatica a Tokyo. Seguirà poi Shanghai due tornei su cemento che rappresentano momenti chiave per raccogliere punti e consolidare la fiducia. Una volta conclusa la fase asiatica, l’italiano tornerà in Europa per la stagione indoor, con tappe a LioneVienna e Parigi-Bercy. «Rimane sempre uno spiraglio di luce verso le Finals, ma lo vedremo subito: dovrebbero andare molto bene i primi due tornei per poter ambire a quel posto», ha sottolineato Musetti.
L’obiettivo è chiaro: arrivare in forma a Torino per le ATP Finals e dimostrare di aver superato l’odissea che ha caratterizzato il suo 2026. La priorità è partecipare a Tokyo in buone condizioni, lasciandosi alle spalle il pesante peso delle recenti ricadute fisiche e mentali.



