Il 18 settembre 2026, al Roma Stadium, la Juventus ha avviato la fase a gironi di Europa League con una prestazione autoritaria: 5-0 sul NEC Nijmegen. In poco più di mezz’ora di gioco la squadra di Luciano Spalletti ha annullato ogni speranza degli avversari, impiantando un ritmo che ha lasciato l’energia a proprio favore.
Un attacco che non conosce pietà
Il primo balzo in vantaggio è arrivato al nono minuto quando Nico Gonzalez ha sfruttato un pallone servito da Grabara e, superata l’imprecisione di Polster, ha chiuso nella rete ormai sguarnita. Il giovane talento argentino è stato il simbolo della lucidità che Spalletti ha sottolineato in conferenza: “entrati in campo con lucidità di idee”. Il secondo gol si è realizzato al ventiquattro grazie a Alajbegovic che ha convertito una superbissima azione di McKennie sulla dorsale sinistra.
Il contributo di Woltemade e dei nuovi volti
Al trigésimo quinto è stato Woltemade a trovare il fondo, sfruttando un calcio di rigore assegnato dopo un fallo su Kabar. Il centrocampista ha dimostrato di saper mettere a frutto le occasioni, confermando la capacità della Juventus di cacciare il risultato anche da situazioni statiche.
Nel secondo tempo, la Juventus ha introdotto Kolo Muani e Conceicao attestando la profondità di rotazione a disposizione di Spalletti. Muani, inserito al fianco del tedesco, ha alimentato l’attacco con un assist perfetto per Celik che ha chiuso al trentesimo minuto, seguito dal gol decisivo di Muani al trentasettesimo minuto, finalizzando il risultato 5-0.
Le scelte tattiche di Spalletti: il nuovo 3-4-2-1
Alla conferenza stampa, Spalletti ha spiegato il ritorno a una difesa a tre, con Kalulu e Lucumì ai lati di Gatti. La zona centrale è stata affidata a McKennie che ha svolto un ruolo ibrido sia difensivo sia offensivo, mentre Alajbegovic è stato posto a trequarti accanto a Douglas Luiz. Il modulo 3-4-2-1 ha consentito di chiudere gli spazi dietro la linea difensiva e di sfruttare la velocità dei laterali per creare continuità offensiva.
La mentalità vincente
Spalletti ha evidenziato la “foga” e la “voce grossa” dei suoi giocatori, elementi che hanno trasformato i dubbi della precedente sconfitta in scelte concrete. “Quando si entra così forte, non ci si fa intimorire”, ha dichiarato, riferendosi alla pressione esercitata sulla difesa olandese fin dal primo minuto. Il tecnico ha inoltre lodato la capacità di Grabara con i piedi, definendolo “l’uomo in più” quando la squadra si trova sotto pressione.
Riflessioni sui singoli protagonisti
Tra i giovani, Douglas Luiz è stato elogiato per la sua intelligenza di gioco, sebbene Spalletti abbia segnalato la necessità di anticipare meglio le azioni. Sarr è stato definito “un cavallino di razza”, capace di percorrere grandi metri nonostante la sua prima esperienza nella formazione. Il francese Kolo Muani ha mostrato “facilità di corsa e profondità” ma, secondo l’allenatore, ha ancora margini di miglioramento nei duelli più fisici.
Infine, la squadra ha dimostrato di saper gestire il ritmo del match anche dopo la sconfitta per 3-1 contro il Bodo, confermando la capacità di rimanere “coerenti con la propria filosofia” e di creare problemi a qualsiasi avversario.
Con tre punti e una differenza reti di +5, la Juventus avvia la fase a gironi con ottimismo, lasciando intravedere una possibile evoluzione verso un più equilibrato 3-4-2-1, capace di coniugare solidità difensiva e pericolosità offensiva.



