Le strade di Bologna sono avvolte da una luce cremisi che, per pochi giorni, non proviene né dai mattoni né dal tramonto, ma dal rosso Ducati. La città ospita una mostra dislocata tra Salaborsa, Palazzo Pepoli, Palazzo Boncompagni e le vetrine della Galleria Cavour, dove moto storiche, fotografie e livree celebri convivono con un elemento inaspettato: una bicicletta di alta gamma.
Le origini scientifiche di Ducati: la Società Scientifica Radio Brevetti (1926)
Nel 1926 a Bologna nasce la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati un laboratorio dedicato alla ricerca su radio, componenti elettronici e soluzioni tecniche. I fratelli Ducati non fondano inizialmente un costruttore di motociclette ma un polo di innovazione che pone la tecnologia al centro della propria identità. Questa mentalità consente all’azienda di trasformare la propria attività più volte senza perdere il nucleo culturale, un principio che rimarrà vivo per l’intero secolo della marca.
Il Cucciolo: la risposta post-bellica (1946)
Dopo la guerra, l’Italia affronta il compito di ricostruire le infrastrutture di mobilità. Nel 1946 Ducati lancia il Cucciolo un motore ausiliario di 48 cc da montare su una normale bicicletta. Con un litro di benzina è in grado di percorrere cento kilometri, offrendo una soluzione economicamente accessibile a un paese con scarse risorse di carburante. Il Cucciolo segna l’ingresso di Ducati nel mondo delle due ruote, aprendo la strada a ciclomotori, motociclette da corsa e, infine, alla leggenda del marchio associata a prestazioni, design e competizione.
Il ritorno della bicicletta: Ducati Cycling Model Year 2027
Quasi ottant’anni dopo il primo Cucciolo, Ducati decide di rientrare nel ciclismo con la gamma “Ducati Cycling Model Year 2027”, presentata all’Italian Bike Festival di Misano Adriatico. Il modello di punta è la Monoscocca RR una bici da corsa in fibra di carbonio che pesa solo 7,18 chilogrammi valore eccezionale per un telaio aerodinamico. Accanto a questa, la linea include la GraviaX (gravel carbon), e le due e-Enduro DM-160 R e DM-170 RR che portano la marca nel segmento delle mountain bike elettriche.
Collaborazione con il Gruppo Zecchetto e Diamant
Per tradurre la tradizionale cultura Ducati di ricerca e design ad alte prestazioni in un prodotto ciclistico, nasce una partnership con il Gruppo Zecchetto attraverso la controllata Diamant. Zecchetto mette a disposizione la propria esperienza nella lavorazione di materiali compositi, nello sviluppo di geometrie specifiche per la bici e nella produzione dei telai in carbonio. Il risultato è una fusione di due mondi industriali: da una parte la storia di motori potenti, dall’altra la conoscenza approfondita del ciclismo e delle sue esigenze tecniche.
Dalla potenza del motore alla forza delle gambe
Nel passaggio dal rombo di un motore alla spinta delle gambe Ducati dimostra che la sua idea di performance può superare la dipendenza dal combustibile. Le nuove biciclette puntano su peso ridotto, rigidità, comfort e aerodinamica elementi che diventano la nuova aria di competizione. La fabbrica si trasforma così in un crocevia di competenze, dove la cultura della velocità tipica delle due ruote trova nuova espressione nella leggerezza e nell’efficienza delle bici, mantenendo intatta l’essenza di un marchio che ha sempre cercato di andare più forte, anche senza un motore.



