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29 Settembre 2026

Premier League accusa il Manchester City di 115 infrazioni economiche

Il Manchester City è stato riconosciuto colpevole di 115 violazioni finanziarie; scopri i trucchi usati e le possibili sanzioni.

Premier League accusa il Manchester City di 115 infrazioni economiche

Il Manchester City è al centro di una delle più grandi crisi finanziarie della storia della premier league. In una comunicazione ufficiale diffusa il 29/09/2026, l’organo di governo inglese ha stabilito che il club è responsabile di tutte le 115 violazioni finanziarie contestate, accusandolo di aver deliberatamente eluso le regole del fair play finanziario.

Le indagini, condotte da una commissione indipendente, hanno coperto otto stagioni, dal 2009/10 /18. Durante questo arco temporale, il club sarebbe stato coinvolto in una rete di contratti “fittizi” con partner commerciali, concepiti per gonfiare i ricavi e ridurre artificialmente le spese operative. L’intero schema sarebbe stato finanziato in larga parte da Abu Dhabi United Group Investment & Development Ltd (ADUG) la società madre del club.

Le 115 violazioni riscontrate

La Premier League ha elencato le fattispecie in cui il City è stato ritenuto colpevole. Oltre alla totale accusa sulle 115 violazioni finanziarie il club è stato giudicato responsabile di tre su quattro le accuse riguardanti la mancata collaborazione con l’indagine della Lega. Tra le irregolarità più rilevanti vi sono la presentazione di bilanci falsificati la violazione dei limiti di spesa sia della Premier League sia della UEFA, e la nondisclosure di informazioni cruciali ai revisori dei conti.

Contratti fittizi con sponsor

Nel periodo investigato, il City avrebbe stipulato accordi apparentemente legittimi con diversi sponsor, in realtà concepiti per mascherare il vero ammontare dei flussi finanziari. Questi contratti prevedevano che le società sponsor versassero solo una parte dei pagamenti pattuiti; la differenza veniva coperta da ADUG, consentendo al club di far apparire ricavi più alti e costi operativi più bassi.

Il meccanismo dei 900 milioni nascosti

Secondo la commissione, le pratiche scorrette hanno permesso di occultare più di 900 milioni di sterline di spese reali. Il denaro era stato spostato attraverso una serie di operazioni circolari, inclusi accordi con l’entità Fordham che ha acquistato i diritti d’immagine dei giocatori ma è stata anch’essa finanziata da ADUG. L’obiettivo dichiarato era quello di rispettare i parametri del fair play, pur mantenendo una capacità di spesa molto superiore a quella consentita dalle normative.

Le autorità hanno evidenziato che, grazie a questi stratagemmi, il City presentava bilanci che non riflettevano la reale situazione patrimoniale, ingannando così sia i revisori interni sia gli organi di controllo esterni.

Reazioni e prospettive di sanzioni

Il CEO Ferrán Soriano ha risposto alle accuse definendo la decisione della Premier League “un terremoto”. In una dichiarazione rilasciata poco dopo il comunicato, Soriano ha sottolineato che “ci sono voluti otto anni per arrivare a questo punto e ne serviranno ancora altri”. Ha inoltre contestato il processo, sostenendo che il club ha sempre agito nel rispetto delle regole.

Al momento non sono state ancora comunicate le sanzioni definitive. Tuttavia, la gravità delle violazioni – inclusa la possibilità di una retrocessione, multe ingenti o la revoca di titoli – mette il club di fronte a un futuro incerto. La frase “Il club ha sistematicamente infranto le regole” citata dall’AD della Premier League riassume la posizione dell’autorità e indica che le conseguenze potrebbero essere severe.

Il caso rimane uno dei più delicati nella storia del calcio inglese, con potenziali ripercussioni non solo per il Manchester City, ma per l’intero modello di gestione finanziaria dei club di élite.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.