Il Manchester City Football Club ha formalizzato, alle ore 19:00 del giovedì 1° ottobre 2026 il suo ricorso contro la sentenza dell’independent commission della premier league. Nel comunicato il club dichiara di essere “innocente” e accusa il provvedimento di contenere “errori materiali di diritto, principio e fatto”.
Dettagli della sentenza dell’independent commission
Il comitato ha concluso che, tra la stagione 2009/10 e quella 2017/18, il club ha stipulato contratti “sham” con diversi partner commerciali, configurando uno “schema di finanziamento mascherato” capace di gonfiare i ricavi per un totale di £830 milioni. La decisione individua più di 100 violazioni dei regolamenti Premier League, con tre su quattro capi d’accusa confermati e uno non provato.
Il ruolo dei finanziamenti dell’Abu Dhabi
Durante l’udienza del 2024, gli avvocati del club avevano sostenuto che i fondi supplementari provenissero dal governo di Abu Dhabi e non dagli azionisti. Il giudice ha ritenuto tale argomentazione “un tentativo di occultare la realtà dello schema di finanziamento mascherato“. Il club è controllato da Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan tramite Newton Investment and Development LLC ente legato alla famiglia reale di Abu Dhabi.
Tempistiche dell’appello e possibili contenziosi
Secondo le norme attuali, il ricorso deve concludersi entro 12 settimane, quindi entro la settimana prima di Natale. L’udienza non potrà durare più di cinque giorni, tutti in un unico blocco, mentre il nuovo panel di tre membri avrà 30 giorni per emettere il giudizio, spostandosi probabilmente nella terza settimana di gennaio. Alcuni esperti ritengono che il club possa contestare l’applicazione delle nuove regole, poiché i fatti risalgono a più anni prima della loro introduzione.
Testimoni falsi e altre violazioni
Il provvedimento sottolinea inoltre che diverse testimonianze presentate dal club erano false, definendole “deliberatamente ingannevoli”. Sono state accertate anche paghe extra non registrate in contratti di lavoro, per oltre £15 milioni a tre ex dipendenti, tra cui Roberto Mancini e Yaya Touré, nonché una finta cessione dei diritti d’immagine dei giocatori, nota come “accordo Fordham”.
Il club ha dichiarato di rispettare il due process per otto anni, pur criticando l’imparzialità del procedimento. La decisione finale di sanzione sarà presa dal comitato in una successiva riunione.



