La Federazione portoghese di calcio ha formalizzato la pena nei confronti di Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro per l’episodio che ha portato il giocatore ad allontanarsi dal ritiro della nazionale a Copenaghen durante gli impegni di Nations League. Il provvedimento, deciso dal Consiglio Disciplinare nella sua sezione non professionistica, prevede una sanzione pecuniaria di 255,00 euro e una sospensione della durata di 30 giorni considerata comminata per un’unica infrazione disciplinare intenzionale.
Nel testo della decisione si ricorda che il deferimento era stato già seguito da una sospensione provvisoria, e che gli addebiti sono stati confermati integralmente dal Consiglio Disciplinare. L’accertamento ha fatto riferimento a più eventi e all’assenza del giocatore da una serie di attività svolte tra Copenaghen e Porto, ricostruite nel procedimento disciplinare.
Periodo di sospensione e giorni già scontati
La sanzione decorre dal 1° ottobre e termina il 30 ottobre. Nel calcolo della durata complessiva sono stati considerati i giorni già scontati in via cautelare: in particolare sono stati detratti 19 giorni dalla sospensione totale, suddivisi in 10 giorni dal 1° al 10 ottobre e altri 9 giorni dall’11 ottobre fino alla notifica della decisione.
Questo conteggio implica che, alla scadenza del periodo sanzionatorio, il giocatore potrà essere considerato nuovamente a disposizione del commissario tecnico, fatto salvo il giudizio tecnico su eventuali convocazioni per le gare successive alla sanzione.
Impatto sulle convocazioni di novembre e calendario
Poiché la sanzione si conclude il 30 ottobre il capitano del Portogallo potrà essere selezionato per gli impegni ufficiali programmati in novembre. In particolare, la sua disponibilità sportiva sarà valutata in vista delle partite di Nations League in calendario: Danmark (in programma il 14 novembre) e Galles (in programma il 17 novembre). La scelta finale sulla presenza in rosa rimane di competenza dell’allenatore Jorge Jesus.
La Federazione ha inoltre tenuto conto del fatto che il Portogallo è già qualificato per i quarti di finale della competizione, elemento che non interviene direttamente sulla sanzione ma sul contesto sportivo in cui si inserisce il caso.
Motivazioni e ricostruzione delle assenze
Nel provvedimento disciplinare sono elencate le attività a cui Cristiano Ronaldo non ha preso parte tra il 30 settembre e il 4 ottobre. Tra queste risultano diverse sedute di allenamento, pasti, conferenze stampa, trasferimenti e gli impegni di gara: la cronologia include il periodo a Copenaghen e il rientro a Porto con la mancata partecipazione a eventi ufficiali e momenti di squadra sia prima che dopo la partita di Nations League.
Il Consiglio ha qualificato la condotta come una violazione disciplinare commessa una sola volta e con dolo, in base alle norme interne applicabili agli atleti convocati in nazionale. A seguito della valutazione delle circostanze, il provvedimento finale ha combinato la sospensione con la sanzione economica accessoria.
Contesto e reazioni formali
Il caso era esploso dopo l’abbandono del ritiro a Copenaghen alla vigilia della partita contro la Danimarca, evento che aveva prodotto un ampio dibattito pubblico e risposte istituzionali. Sul piano amministrativo la Federcalcio portoghese (FPF) ha seguito l’iter previsto dal regolamento disciplinare, mentre sul piano sportivo la decisione lascia spazio alla discrezionalità tecnica per le prossime convocazioni.
Dal punto di vista sanzionatorio, la multa fissata in 255 euro corrisponde a 2,5 unità di conto previste dal regolamento applicato, mentre la sospensione di 30 giorni rappresenta la misura stabilita dalla sezione non professionistica del Consiglio Disciplinare a fronte delle circostanze valutate.
Resta ora da osservare se e come la situazione inciderà sui rapporti interni alla rosa nazionale e sulle scelte tecniche di Jorge Jesus in vista dei prossimi impegni ufficiali di novembre.



