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21 Ottobre 2026

Medvedev, Almaty e le novità del calendario ATP verso il 2028

Daniil Medvedev spiega ad Almaty perché preferisce dare più peso a Slam e Masters 1000 e come questo incide sulla sua stagione e sulla partecipazione ai tornei.

Medvedev, Almaty e le novità del calendario ATP verso il 2028

Arrivato in Kazakistan da campione in carica, Daniil Medvedev si presenta al torneo di Almaty con riflessioni pubbliche sul futuro del circuito maschile. Le voci su una ristrutturazione del calendario ATP, che include l’ingresso di un nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita e modifiche pensate per privilegiare i tornei «premium», sono al centro del dibattito tra giocatori, dirigenti e appassionati.

Nel corso del media day prima del suo esordio, Medvedev ha riassunto la sua posizione: per lui è fondamentale dare priorità alle manifestazioni di massimo rilievo, un principio che si riflette anche nelle proposte avanzate dal presidente Andrea Gaudenzi per il calendario dal 2028. Le idee in discussione mirano a organizzare le settimane di gioco in modo più definito per categoria, con l’obiettivo di aumentare il valore sportivo dei tornei principali.

Le dichiarazioni di Medvedev sul nuovo calendario e la visione dell’ATP

Interpellato sulle proposte, Medvedev ha detto: “Cosa ne penso delle proposte di modifica al calendario? La risposta potrebbe essere molto lunga, ma cercherò di essere breve.” Ha aggiunto una posizione netta: “Ho sempre preferito dare più importanza ai tornei più importanti, perché non è l’ideale poter arrivare a giocare fino a 30 settimane di tornei in un anno“. Questa frase riassume la sua preferenza per una stagione più mirata e con meno sovrapposizioni.

Secondo il piano illustrato da Gaudenzi le settimane verrebbero dedicate esclusivamente a specifiche categorie di torneo; la conseguenza pratica potrebbe essere la riduzione o la scomparsa di alcuni eventi minori, in particolare alcuni 250. Medvedev sostiene inoltre che “Penso che sarebbe positivo attribuire enorme importanza agli Slam e ai Masters 1000, giocare questi tornei e poi vedere come vanno le cose per il resto della stagione“.

Implicazioni pratiche per i giocatori

La riorganizzazione prospettata è pensata per dare priorità agli appuntamenti che offrono più punti e maggiore visibilità, una scelta che potrebbe influenzare la programmazione individuale di molti atleti. In questo scenario, la gestione del carico di gare diventa cruciale: la proposta di evitare una stagione troppo lunga risponde alla necessità di proteggere la condizione fisica dei giocatori e migliorare la qualità delle partecipazioni ai tornei di vertice.

La programmazione di Medvedev: Asia, Almaty e la corsa alle Finals

Sportivamente, Medvedev arriva ad Almaty dopo una trasferta asiatica densa di impegni: ha disputato 13 partite in 23 giorni con risultati importanti come il titolo a Hangzhou e le semifinali raggiunte al China Open e al Masters 1000 di Shanghai. Nonostante il ritmo serrato, il russo ha scelto di onorare la sua partecipazione ad Almaty, dove è la testa di serie numero uno e detentore del titolo.

Il suo incontro d’esordio è previsto contro il giapponese Sho Shimabukuro. Medvedev ha chiarito che la decisione di restare in calendario non è dettata esclusivamente dalla rincorsa ai punti per le ATP Finals“Ci sono molte ragioni per cui sono tornato qua anche quest’anno“, ha spiegato, sottolineando motivazioni di natura personale e professionale.

Tra i motivi elencati c’è anche il fatto familiare: “Io e mia moglie abbiamo deciso di tornare perché è un bel posto per i bambini“. Il campione ha aggiunto che la scelta è coerente con la sua programmazione stagionale: evitare rientri casalinghi troppo brevi e mantenere una continuità di presenza nei tornei come Vienna e Parigi dove sono in palio complessivamente 1500 punti.

Obiettivo Finals e statistiche recenti

A livello di Race, Medvedev occupa la sesta posizione con un margine ridotto dalla soglia di qualificazione: “Non si tratta soltanto dei punti per Torino” ma un buon risultato ad Almaty lo avvicinerebbe concretamente all’obiettivo. Se dovesse qualificarsi, sarebbe la sua settima partecipazione alle Finals: Medvedev ha al suo attivo il titolo del 2020 conquistato poco dopo il successo al Paris indoor (allora disputato a Bercy).

Riguardo al proprio stato fisico, il campione ha ammesso una certa stanchezza, ricordando però che non è una novità nella sua carriera: “Certainly sono un po’ stanco, ma non è la prima volta nella mia carriera che mi capita di esserlo“. La gestione del calendario e la possibile ristrutturazione proposta dall’ATP tornano così a intrecciarsi con le scelte individuali dei giocatori, in un confronto fra tutela atletica e esigenze del circuito.

Le parole di Medvedev ad Almaty riassumono una posizione chiara: valorizzare i tornei maggiori e ridurre la dispersione degli impegni potrebbe migliorare la qualità complessiva della stagione. Resta da vedere come le modifiche annunciate da Andrea Gaudenzi influenzeranno l’offerta dei tornei dal 2028 in poi e quale sarà l’impatto reale sulle programmazioni dei protagonisti del circuito.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.