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21 Ottobre 2026

Panathinaikos accusa il sistema del basket greco e va in tribunale

Il Panathinaikos attacca il sistema arbitrale greco, replica all’Olympiacos sul caso Giannakopoulou e commenta l’arresto del presidente della federcestistica.

Panathinaikos accusa il sistema del basket greco e va in tribunale

Il Panathinaikos ha reso pubblico un comunicato durissimo in cui mette nero su bianco la sua versione di un conflitto che da anni attraversa il basket greco. Nel testo il club di Atene parla di una serie di presunti errori e condotte arbitrarie, denuncia pratiche che definisce illegali e annuncia l’intenzione di ricorrere alla giustizia per recuperare ciò che ritiene gli sia stato sottratto.

Parallelamente alla contestazione generale, il club ha risposto alle osservazioni provenienti dall’Olympiacos sul caso relativo a Despina Giannakopoulou, difendendo la propria ricostruzione dei fatti e sostenendo che la procura avrebbe riconosciuto l’esistenza dei cori offensivi e la diffusione del relativo video.

Accuse contro arbitri e istituzioni: i punti del comunicato del Panathinaikos

Nel documento ufficiale la KAE Panathinaikos denuncia «direzioni arbitrali mostruose» operate, a suo avviso, da persone identificate più volte e designate in modo irregolare. Il club sostiene di aver subito la perdita di titoli, sanzioni economiche ingenti e restrizioni all’accesso del proprietario, Dimitris Giannakopoulos agli eventi della squadra. Viene inoltre raccontata la proibizione di partecipare a una commemorazione funebre, episodio evocato come simbolo della pressione subita.

Denaro e comportamenti contestati

Il comunicato accusa arbitri coinvolti in procedimenti penali e individui che avrebbero detenuto somme significative in contanti nelle proprie abitazioni. Il club parla di un «sistema marcio» che avrebbe alterato la correttezza delle competizioni e calpestato i principi di giustizia sportiva e trasparenza. In quest’ottica Panathinaikos dichiara che l’azione giudiziaria sarà la «prossima vittoria contro il sistema».

Replica all’Olympiacos sul caso Despina Giannakopoulou

Lo scontro tra i due club si è riacceso dopo le dichiarazioni dell’Olympiacos relative ai cori rivolti alla figlia di Giannakopoulos. Il Panathinaikos definisce quelle comunicazioni «inesatte e ridicole», sostenendo che la procura avrebbe accertato l’esistenza dei cori offensivi e la pubblicazione del video sui canali ufficiali dei rivali. Secondo i verdi, l’archiviazione riguarderebbe esclusivamente l’assenza di dolo diffamatorio imputabile direttamente al club per la pubblicazione, mentre gli autori materiali dei cori sarebbero stati iscritti nel fascicolo investigativo.

Dimensione politica della polemica

La risposta del Panathinaikos non è soltanto tecnica ma anche politica: il club sostiene che l’Olympiacos avrebbe dovuto vergognarsi e chiedere scusa invece di emettere comunicati che, a loro avviso, tentano di ribaltare la narrazione pubblica. Questa replica alimenta una rivalità storica che, negli ultimi mesi, si è intrecciata con indagini giudiziarie complesse.

Arresti federali e sequestri: l’inchiesta sul sistema dei match

Nel frattempo la magistratura ha avviato una vasta operazione che ha portato all’arresto del presidente della Federazione di basket greca e di altri dirigenti, con il sequestro di ingenti somme di denaro liquide — oltre mezzo milione di euro in un caso — e materiale contabile. Le indagini, coordinate da autorità competenti del settore sportivo e finanziario, descrivono un presunto sistema di match-fixing che avrebbe coinvolto arbitri, dirigenti e intermediari, estendendosi anche ai campionati giovanili.

Impatto sui campionati e reazioni delle società

La portata dell’inchiesta mette in discussione la regolarità delle competizioni in corso: secondo le contestazioni la manipolazione non riguardava solo match di vertice ma anche mercati di scommesse su dettagli come scarti punti e punteggi parziali. Il proprietario del Panathinaikos ha reagito pubblicamente agli sviluppi giudiziari, sottolineando che le rivelazioni confermerebbero anni di sospetti manifestati dalla sua società contro chi, a suo dire, aveva tentato di delegittimare i successi del club.

Il Panathinaikos conclude il suo comunicato invocando la difesa della storia del trifoglio e dei principi che definiscono l’identità del club, annunciando che monitorerà gli sviluppi e interverrà ogni volta che lo riterrà necessario. La vicenda resta aperta e continuerà a influenzare il dibattito pubblico e sportivo fino a quando le inchieste giudiziarie e le azioni civili non faranno chiarezza sui fatti contestati.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.