Il weekend di Nashville si è concluso sotto i riflettori dei podi, ma la vera narrazione è stata scritta da chi aveva iniziato la gara fuori dalla top ten. Damiano De Gennaro, Marco Russo e Valerio Petretti hanno dimostrato che la costanza, il lavoro di squadra e l’attenzione al feeling della macchina possono ribaltare posizioni apparentemente incontenibili.
In una competizione dove la top 10 vale più di un semplice punto, questi tre protagonisti hanno convertito le proprie difficoltà in opportunità, preparando al contempo le mosse per la prossima tappa al Michigan International Speedway.
Damiano De Gennaro: da 17° a 7° nel Gruppo A
Partito dalla diciassettesima griglia, il pilota della Ford #9 del Brakeless Racing Team Reloaded è riuscito a ritagliarsi un settimo posto, guadagnando dieci posizioni. Il salto di prestazione è stato attribuito a un setup più adatto al suo stile, che ha restituito un feeling più stabile e prevedibile durante gli stint. De Gennaro racconta di aver scoperto, a partire da Iowa, una configurazione che rende la vettura più gestibile senza sacrificare la velocità di base.
Il ruolo del setup e del feeling nella gara
Secondo il suo resoconto, pochi minuti di prove possono bastare a trovare il giusto compromesso tra aderenza e usura delle gomme, soprattutto quando il tempo di pratica è limitato. “Riesco a mettere a punto una soluzione in breve tempo, che mi permette di conservare la gomma nel primo stint e di spingere quando serve”, afferma De Gennaro. L’obiettivo per Michigan è confermare questa linea di miglioramento, affinando ulteriormente la risposta della macchina alle variazioni di pista.
Marco Russo: da 20° a 10° nel Gruppo A
Il pilota della Ford #62 del The Italian Job ASD White ha vissuto una vera e propria rimonta, passando dalla ventesima posizione di partenza al decimo posto finale. Nonostante il Nashville Superspeedway non fosse considerato il suo punto forte, la presenza di una squadra affiatata ha favorito lo scambio di dati e strategie, consentendogli di superare dieci concorrenti in pista.
L’importanza del lavoro collettivo e della gestione delle gomme
Russo sottolinea che il successo non è stato solo merito personale, ma frutto della sinergia con i compagni di team. “Lavorare con The Italian Job mi ha permesso di capire meglio come affrontare circuiti poco familiari”, dichiara. Tuttavia, ammette di dover migliorare la costanza nel consumo delle gomme, aspetto che diventerà cruciale su un ovale più veloce come il Michigan.
Valerio Petretti: dal 5° al 4° nel Gruppo B
Con la Toyota #11 del The Italian Job ASD Silver, Petretti ha concluso la giornata al quarto posto, a soli due secondi dal podio. La gara è stata segnata da un ritmo costante e da una buona gestione del carburante e delle gomme, elementi che gli hanno consentito di restare competitivo per tutta la durata dei 121 giri.
Affrontare il traffico e i doppiaggi per avvicinarsi al podio
Durante la gara, Petretti ha rischiato un “doppiaggio” che gli ha temporaneamente compromesso la posizione ideale. “Ho dimostrato di avere la velocità per lottare per il podio, ma devo affinare l’esperienza nella gestione di situazioni impreviste”, spiega. Il passo verso il podio, secondo il pilota, passrà per una maggiore familiarità con le dinamiche di traffico e per decisioni più rapide in momenti critici.
Le tre esperienze di Nashville convergono su un unico filo conduttore: la crescita è un percorso continuo, alimentato da piccoli aggiustamenti tecnici, dal supporto del team e dalla capacità di gestire le variabili di gara. Con il prossimo impegno al Michigan il 2 novembre, ogni pilota avrà l’opportunità di testare le proprie ipotesi: De Gennaro con il setup perfezionato, Russo con una più attenta gestione delle gomme e Petretti con una strategia più efficace per i doppiaggi.



