Il giovane tennista italiano Flavio Cobolli ha comunicato la sua assenza dal Paris Masters, ultima tappa di categoria Masters 1000 del calendario, perché l’infortunio non è ancora guarito completamente. La decisione è arrivata poco dopo il suo ritiro forzato a Vienna, dove era stato costretto a lasciare il campo contro Matteo Berrettini a causa di un fastidio alla coscia.
Una dichiarazione su Instagram dopo il fallimento a Vienna
Il giocatore ha utilizzato le Stories di Instagram per spiegare la scelta al pubblico, scrivendo: “Speravo davvero di farcela, ma sento ancora un po’ di fastidio e non voglio rischiare”. Il commento è stato accompagnato da un cuore blu, simbolo del legame con i tifosi italiani. Il ritiro a Vienna aveva già mostrato la fragilità della sua condizione muscolare, e il tentativo di allenarsi in palestra il giorno successivo non ha eliminato il disagio. Cobolli ha quindi preferito concedersi due settimane di riposo totale, evitando il rischio di aggravare l’infortunio proprio mentre si avvicinava la fase decisiva della stagione.
Posizione nella Race to Turin e margini di sicurezza
Al momento della decisione, Cobolli occupa la sesta posizione nella classifica della Race to Turin, con 3.700 punti. Il vantaggio di 530 punti sul primo escluso, Alex de Minaur, rende la sua qualificazione agli ATP Finals praticamente garantita, a meno di un risultato eccezionalmente negativo a Parigi. Per perdere il posto, sarebbe necessario che De Minaur vinca il torneo, affronti Jodie Jodar in finale e che Fils e Tiafoe raggiungano le semifinali, scenario considerato altamente improbabile dato l’alto livello di competizione e la stanchezza accumulata a fine stagione.
Impatto sulle ATP Finals e sull’italianismo tennistico
Le ATP Finals, programmate a Torino dal 15 al 22 novembre, rappresentano l’ultimo palcoscenico dell’anno per i migliori otto giocatori. L’assenza di Cobolli a Parigi permette al tennista romano di arrivare a Torino nelle migliori condizioni fisiche, aumentando le probabilità di una buona prestazione. Inoltre, la sua presenza garantirebbe all’Italia almeno un rappresentante in questa competizione esclusiva per la sesta volta negli ultimi otto anni. La decisione, definita da molti come “pragmatica” e “matura”, sottolinea come l’atleta abbia posto al di sopra dell’orgoglio personale la tutela del proprio corpo e la prospettiva di contribuire al risultato nazionale.



