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4 Novembre 2026

Le emozioni di Alessandro Romele nella Vuelta e i progetti futuri

Alessandro Romele svela la Vuelta, i duelli con Van Aert e le sue ambizioni per il futuro.

Le emozioni di Alessandro Romele nella Vuelta e i progetti futuri

Il quarantunesimo numero di Muri è arrivato nella casella di posta dei lettori con un pezzo unico, interamente dedicato a Alessandro Romele. Nato a Iseo, il corridore era conosciuto come un profondo uomo di classiche, ma questa stagione ha riservato una svolta inaspettata: il suo debutto in un Grande Giro, la Vuelta a España, è stato al centro dell’attenzione per tre settimane intense.

Una debutante in Vuelta: la sorpresa di tre settimane

Durante la Vuelta a España, Romele ha dimostrato di saper reinventarsi. Nei primi giorni ha colto occasioni in volata ristrette, costringendo il gruppo a reagire. Lontano dalle aspettative tradizionali, ha subito messo in discussione la propria identità da classico per abbracciare la dimensione di corsa a tappe. La costanza dimostrata ha sorpreso gli osservatori: ogni tappa era un nuovo banco di prova, e il giovane italiano è riuscito a stare in pari con i campioni più esperti.

Duelli con Wout van Aert e l’ultima giornata in lacrime

Il momento più emblematico è stato il confronto diretto con Wout van Aert, uno dei volti più amati del plotone. In una tappa particolarmente ardua, Romele ha sfidato il belga, rischiando di sacrificare la classifica per mettersi alla prova. L’ultima giornata, terminata con lacrime visibili, ha rivelato la vulnerabilità di un atleta che ha investito anima e corpo in una gara a cui non era abituato. Il pianto è stato interpretato da Romele come “un rilascio di tensione” dopo un periodo di grande pressione.

Dentro le classiche: dalla ricognizione di Roubaix alle lezioni dei compagni

L’intervista di Tommaso Pelizza ha spostato l’attenzione sul cuore delle classiche. Romele ha raccontato la ricognizione della Roubaix, descrivendola come un vero e proprio rito: “ogni buca, ogni ciottolo, va memorizzato per poter reagire al momento giusto”. Ha sottolineato come in Belgio il Flandrien sia una festa nazionale, dove l’atmosfera è carica di energia e di aspettative. Dalla sua esperienza con compagni neerlandesi e belgi, ha appreso tecniche di studio del percorso che hanno affinato la sua capacità di leggere il terreno.

Radio italiana in mezzo al trambusto belga

Un elemento inaspettato è stato l’uso della radio in lingua italiana durante le corse in Belgio. “Sentire la nostra lingua in mezzo al caos del pavé è stato rassicurante”, ha ammesso Romele, aggiungendo che questa scelta ha facilitato la concentrazione. Inoltre, ha spiegato che la lingua influisce anche sul modo in cui i compagni trasmettono indicazioni tattiche, creando un ponte tra la cultura italiana e quella belga.

Prospettive per il 2027: un Giro d’Italia rimasto sul tavolo e la sicurezza sul campo

Guardando al futuro, Romele ha condiviso il suo sogno per 2027: una corsa ancora da scrivere, ma con la Giro d’Italia presente nella lista dei desideri. Nonostante non abbia ancora confermato la partecipazione, ha dichiarato che non disprezza l’idea di correre sul territorio lombardo. Ha poi affrontato il tema della sicurezza, citando le strade, le radioline e i rapporti bloccati durante la protestă del gruppo al Lombardia. Senza alzare la voce, ha evidenziato le problematiche, per poi alleggerire il discorso con tre aggettivi che lo descrivono: “determinato, riflessivo, appassionato”. Non ha mai dovuto ricorrere a un “piano B”, perché la sua motivazione resta intatta.

L’intervista dipinge un Alessandro Romele che ha trasformato una stagione di rottura in una lezione di vita, mescolando passione e analisi tecnica, e guardando al futuro con occhi puntati su nuove sfide, dal Giro d’Italia al prossimo Grande Giro.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.