L’Erste Bank Open, tappa ATP 500 disputata a Vienna, ha offerto agli appassionati uno scontro in più del classico duello di classe: la gara al quarto di finale tra due giovani talenti italiani, Flavio Cobolli e Matteo Berrettini. Entrambi partecipavano al torneo con l’obiettivo di consolidare la loro posizione nella Race to Turin, ma la partita si è trasformata in un momento di grande intensità emotiva.
Il match, iniziato con un ritmo serrato, vedeva Berrettini prendere il comando fin dal primo game, arrivando a 5-2 quando Cobolli ha avvertito un improvviso dolore alla coscia sinistra. Il giovane tennista, numero sei del mondo al momento della gara, è stato costretto a tentare un colpo finale, per poi interrompere il match e ritirarsi, lasciando il pubblico in silenzio.
Ritiro di Flavio Cobolli a Vienna
Il problema muscolare, segnalato come una fastidiosa tensione nella parte posteriore della coscia, ha spinto Cobolli a fermare la propria corsa verso il quarto di finale. Nel suo messaggio su Instagram, l’atleta ha spiegato: “Queste lacrime non erano di dolore, ma di emozione e di delusione”. Ha inoltre aggiunto che i prossimi giorni saranno dedicati a esami medici, inclusa una risonanza magnetica, per valutare la gravità del danno e capire se possa ancora partecipare alle ATP Finals a Torino.
Dal punto di vista della classifica, il ritiro rappresenta un duro colpo. Cobolli occupa attualmente la sesta posizione nella Race to Turin (quinto se si esclude Jannik Sinner), ma per assicurarsi definitivamente un posto tra gli otto qualificati gli mancano circa 95 punti. Le prossime opportunità partiranno da Parigi, dove il Masters 1000 rappresenta l’ultima occasione per raccogliere punti cruciali.
Il gesto di Matteo Berrettini: solidarietà sul campo
Dopo aver vinto il primo set per 5-2, Berrettini non ha limitato la sua risposta a una stretta di mano. Si è avvicinato alla panchina, si è seduto accanto a Cobolli e lo ha avvolto in un abbraccio che ha suscitato applausi spontanei. Il gesto è stato definito da molti come “una lezione di sportività” e ha rapidamente superato le semplici dinamiche di una partita per diventare un simbolo di amicizia e rispetto.
Nel post-match, il cinque volte italiano ha dichiarato: “So quanto sia difficile stare a pochi giorni da una finale importante quando il corpo ti tradisce”. Ha ricordato i propri primi passi nel tennis, sottolineando come l’esperienza personale lo abbia spinto a consigliare a Cobolli di “vivere il momento” e di non farsi sopraffare dall’ansia. Il messaggio ha ricevuto consensi da giocatori, allenatori e tifosi, che hanno apprezzato il lato umano dimostrato sul parquet.
Le prospettive per le ATP Finals di Torino
Con la risonanza magnetica programmata nelle prossime ore, Cobolli sta valutando attentamente i risultati per decidere se affrontare o meno il Masters 1000 di Parigi. La decisione sarà guidata da due fattori fondamentali: la necessità di non aggravare l’infortunio e la volontà di rimanere in corsa per le ATP Finals. Se i risultati confermeranno un danno limitato, il giovane azzurro ha intenzione di partecipare al torneo francese, sperando di raccogliere i punti mancanti.
Punti Race, soglia dei 95 e scenario finale
Il conteggio attuale della Race to Turin mette Cobolli al quinto posto (escludendo Sinner), ma la differenza di 95 punti rispetto alla soglia di classificazione rimane un’incognita. Un buon risultato a Parigi, anche solo un passaggio al turno successivo, sarebbe sufficiente a chiudere il divario. Tuttavia, un eventuale peggioramento della condizione fisica potrebbe costringere l’atleta a rinunciare, lasciando spazio ad altri contendenti in lotta per gli ultimi posti.



