Nel contesto degli ottavi di finale dell’ATP 500 di Vienna, il confronto tra i due giovani tennisti italiani è terminato in maniera inaspettata. Flavio Cobolli ha subito un tirannico dolore alla gamba nel primo set, ormai già svantaggiato 5-2, ed è stato costretto a ritirarsi. Il gesto di abbandono ha subito scatenato una reazione emotiva: seduto sulla panchina, l’azzurro ha lasciato fluire le lacrime, segnando uno dei momenti più toccanti della settimana sportiva.
Il momento difficile a Vienna: l’infortunio di Flavio Cobolli
L’interruzione della partita è avvenuta quando la Race – la classifica che riporta i punti accumulati nella stagione – vedeva Cobolli lottare per confermare il suo posto nelle ATP Finals. Nonostante il segno di sconfitta, il giovane aveva ancora una buona base di punti, posizionandosi al sesto posto nella graduatoria che determina la qualificazione al prestigioso evento di fine anno. L’infortunio, però, ha sollevato dubbi sulla sua capacità di partecipare al Masters 1000 di Parigi, l’ultima tappa cruciale prima di Torino.
Il sostegno di Matteo Berrettini
Al termine del match, il compagno di squadra Matteo Berrettini, noto per il suo profondo legame con Cobolli, si è avvicinato per offrirgli conforto. Con voce rassicurante ha detto al compagno: «c’è ancora tempo», ribadendo la propria esperienza personale con infortuni simili. Il gesto ha evidenziato non solo l’amicizia tra i due, ma anche la consapevolezza di Berrettini di quanto sia difficile gestire le ricadute fisiche nel circuito professionistico.
La corsa alle ATP Finals di Torino
Dopo l’evento di Vienna, l’attenzione si è spostata sulla Race, dove Cobolli rimane al sesto posto, un risultato che lo pone all’interno dei primi otto mondiali ammessi al torneo finale. La sua aspirazione è stata confermata da un sorprendente svolgimento al Masters 1000 di Parigi: la vittoria di Casper Ruud contro Rafael Jodar ha impedito a quest’ultimo di superare Cobolli in classifica, garantendo al romano un passaggio automatico senza dover scendere in campo. Questo risultato lo rende il sesto tennista italiano nella storia a qualificarvisi, accodandosi a leggende come Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.
Il primato storico per il tennis italiano
Il podio delle ATP Finals vede ora accanto a nomi come Alexander Zverev, Carlos Alcaraz, Ben Shelton e Daniil Medvedev l’arrivo dell’azzurro. La sua presenza conferma l’avanzata del tennis italiano a livello globale, dimostrando continuità di risultati e capacità di competere con la elite mondiale. La qualificazione è stata celebrata anche sui social: Cobolli ha pubblicato sui suoi Instagram che punta a “essere presente a Parigi”, pur sapendo di aver già firmato il biglietto per Torino.
Prospettive per i prossimi tornei
Nel frattempo, Matteo Berrettini ha superato i turni a Vienna e avrà di fronte l’australiano Alex de Minaur, attualmente decimo nel ranking mondiale. Il risultato di questo incontro influenzerà il posizionamento di Berrettini, attualmente al 43° posto. Per Cobolli, il focus rimane sulla preparazione fisica e mentale in vista delle ATP Finals di Torino, programmate dal 15 al 22 novembre all’Inalpi Arena. La prossima tappa di preparazione sarà rappresentata dalle sfide dei finali di Parigi, anche se la sua partecipazione è ora esclusa a causa dell’infortunio alla coscia sinistra.



