Il 1° novembre 2026 il mondo dell’automobilismo ha assistito a un evento senza precedenti: Andrea Kimi Antonelli, a soli venti anni, ha trionfato a Città del Messico, diventando il campione più giovane della storia della Formula 1. Il podio, dominato da Max Verstappen e Lewis Hamilton, ha celebrato il nuovo fuoriclasse sollevandolo tra le spalle, un gesto simbolico di rispetto verso una generazione di talenti in ascesa.
Il record storico: il più giovane campione del mondo di Formula 1
Con la vittoria nella Gran Premio del Messico, Antonelli ha infranto il precedente record detenuto da Lewis Hamilton (23 anni). Oltre al trofeo, il giovane italiano ha chiuso la stagione con ben nove vittorie, dimostrando una costanza rara per chi è ancora alle prime esperienze in un’auto da monoposto. Il team Mercedes, che da anni lo aveva inserito nel proprio programma giovani, ha visto il proprio investimento coronarsi in maniera spettacolare, confermando la validità di una strategia basata su una scouting precoce.
I numeri della conquista
Durante la stagione 2026, Antonelli ha collezionato 13 podi, 12 pole position e una media di 1,8 punti per giro, numeri che lo pongono tra i migliori di tutti i tempi. Il suo punteggio finale è stato di 382 punti, superando di 34 il rivale più prossimo. Il record di vittorie consecutive (quattro) lo ha avvicinato a leggende come Michael Schumacher e Sebastian Vettel, creando un ponte tra l’era moderna e quella d’oro della F1.
Da kart a Mercedes: il percorso di Kimi Antonelli
Cresciuto a Bologna, il futuro campione ha iniziato a disegnare circuiti su fogli di carta quando aveva appena tre anni, trasformando il salotto di casa in una pista di prova immaginaria. Marco Antonelli, padre e ex pilota GT, ha favorito la passione del figlio, ma ha anche avvertito degli aspetti crudel i del motorsport, dove le difficoltà finanziarie possono spegnere talenti promettenti. Nel 2019, grazie a un contratto con il programma giovani della Mercedes, Kimi ha potuto accedere a un supporto tecnico e logistico senza precedenti, competendo in Formula 3 e poi in Formula 2, dove ha vinto il suo primo titolo a ventuno anni.
Il percorso è stato costellato da vittorie in kart a livello nazionale, seguite da successi nei campionati europei di Formula 4. L’attitudine di Antonelli a studiare i tracciati, a interpretare i dati telemetrici e a collaborare con gli ingegneri ha rapidamente fatto capire a Mercedes di avere davanti a sé un potenziale fenomeno pronto a dominare il panorama mondiale.
L’Espresso sceglie la Persona dell’anno: un simbolo per i giovani
Il settimanale ha dedicato la copertina a Kimi Antonelli, definendolo la Persona dell’anno 2026. Nell’editoriale “Quando il talento incontra un’opportunità”, il direttore Emilio Carelli ha evidenziato come il giovane pilota rappresenti “un campione che non ha bisogno di atteggiarsi a campione”, un modello di umiltà e determinazione. La scelta è stata accostata alle recenti proteste giovanili del 17-18 ottobre, creando un parallelo tra chi ha potuto costruire il proprio futuro e chi ancora fatica a immaginarlo, sollevando il dibattito su istruzione, lavoro, casa e inclusione.
Il riconoscimento ha suscitato reazioni da parte di politici di ogni schieramento, che hanno invocato Antonelli come esempio di eccellenza italiana capace di “esprimere talenti straordinari” e di ispirare una generazione di giovani a credere nelle proprie capacità. Il gesto di L’Espresso, quindi, non è solo una celebrazione sportiva, ma anche un invito al Paese a investire maggiormente nel sistema formativo e nella creazione di opportunità per tutti.
Il trionfo di Andrea Kimi Antonelli a Città del Messico ha chiuso un capitolo di 73 anni senza un campione italiano in F1, riapprontando la scena internazionale a una nuova era di talento italiano. La sua storia, dall’infanzia passata a disegnare circuiti su un tappeto a eroe sul podio mondiale, è destinata a rimanere nella memoria collettiva come esempio di determinazione, opportunità colte al volo e successo condiviso.



