Tennis, Sabine Lisicki racconta la battaglia contro la mononucleosi

La tennista tedesca: "Ero molto spaventata, ma a poco a poco ho visto la luce in fondo al tunnel".

La tennista tedesca Sabine Lisicki in un’intervista a Tennis Magazine ha parlato della sua battaglia contro la mononucleosi, diagnosticata nel 2019: “Siamo andati a trovare diversi medici tra i mesi di aprile e agosto. Prima di Wimbledon sono stata ricoverata in ospedale perché ero molto malata.

L’infiammazione del muscolo cardiaco, tra le altre, è stata esclusa. Ancora non so come ho potuto giocare tre partite di qualificazione sotto queste condizioni”.

“Dopo quel torneo sapevo che qualcosa non andava bene. Un medico specializzato in immunologia ha fatto più test e ha rilevato la mononucleosi. Quando ho sentito la notizia, ho pensato a Soderling o Ancic, che hanno dovuto ritirarsi per questo. Ero molto spaventata. Non sono una che sta a casa seduta sul divano a guardare la vita che passa”.

“Ma a poco a poco ho visto la luce in fondo al tunnel. All’inizio mi allenavo per 15 minuti due volte a settimana. A poco a poco mi sentivo meglio. Le altre lesioni di tipo chirurgico non mi importavano molto,perché prima o poi si finisce per riprendersi, ma situazioni come questa sono più complicate. Dopo tutto quello che mi è successo, ho ancora un buon ranking nonostante non abbia giocato molto durante quest’anno.

Sono convinta che se riuscirò a migliorare giocherò i migliori tornei del circuito”.

“Il 2020 è stato un anno un po’ complicato a causa del coronavirus. Non posso lamentarmi completamente, dato che sono stata con la mia famiglia tanto tempo. In una pandemia come questa, la cosa più importante è rimanere in salute”.

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