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29 Maggio 2026

Dentro Luna Rossa: come scienza e uomini trasformano la Coppa America

dietro lo spettacolo dei foil nel Golfo degli Angeli c'è una macchina organizzativa guidata da Max Sirena, con ingegneri come Alessandro Franceschetti e partnership come quella con Pirelli, che reinventa la vela italiana

Dentro Luna Rossa: come scienza e uomini trasformano la Coppa America

Nel Golfo degli Angeli lo spettacolo visibile in acqua è solo la punta di un iceberg fatto di ricerca, sperimentazione e vita quotidiana. Quando un AC75 “foila” oltre i 55 nodi, il pubblico vede una barca che sembra volare; dietro quella scena convivono mesi di lavoro in hangar, decisioni progettuali e un ecosistema umano che ha rimodellato le proprie abitudini per un solo obiettivo: riportare la Coppa America in Italia.

Una squadra che vive per vincere

La base di Luna Rossa a Cagliari è il cuore operativo dove si intrecciano storie personali e know-how tecnico. Oltre centoventicinque persone lavorano fianco a fianco, tra velisti, tecnici e operai specializzati, con un trasferimento programmato verso Napoli che porterà il gruppo a crescere ancora. Alla guida c’è Max Sirena, che definisce il gruppo una famiglia per la quantità di ore condivise e la coesione necessaria. Per Sirena la partecipazione non è un semplice strumento di comunicazione: è un progetto sportivo ambizioso che pretende la vittoria, e pretende anche che l’opinione pubblica italiana valuti il successo prima della sconfitta.

Radici lunghe contro improvvisazione

Luna Rossa ha deciso di trasformarsi da realtà simile a una startup in una struttura stabile e duratura. Questa strategia ricalca quella dei rivali storici, che lungo decenni hanno costruito continuità organizzativa. L’idea è creare radici profonde in modo da resistere alla pressione di un ambiente altamente competitivo, dove la vittoria dipende tanto dalla cultura di squadra quanto dalla tecnologia impiegata.

La rivoluzione tecnica degli AC75

Se all’esterno gli scafi possono sembrare simili tra loro, l’interno è stato completamente ripensato. Con l’introduzione della terza generazione degli AC75, la gara non premia più chi ha il disegno più appariscente, ma chi ottimizza ogni dettaglio strutturale e aerodinamico. Alessandro Franceschetti, responsabile del dipartimento strutturale, lavora su tolleranze microscopiche: il successo si decide spesso su frazioni di millimetro. In questo contesto la regola rimane invariata: la barca più veloce vince, ma oggi la velocità nasce dall’integrazione di materiali avanzati, forme ottimizzate e strategie ingegneristiche sofisticate.

Appendici, timoni e il “box virtuale”

Le uniche superfici ancora libere dalla stretta omologazione sono le appendici: ali e timoni immersi nell’acqua. Qui un team di ingegneri esplora le cosiddette “zone grigie” del regolamento per guadagnare decimi di prestazione. In questo spazio controllato vengono testate soluzioni che possono tradursi in vantaggi decisivi in regata, sempre rispettando i limiti imposti dal regolamento della Coppa America.

Materiali, partnership e nuova energia a bordo

La collaborazione con Pirelli è un esempio di come la Coppa America sia diventata terreno di incrocio tra settori diversi: pneumatici, elastomeri e polimeri mettono a disposizione competenze che possono migliorare la resina e la gestione delle fibre di carbonio. In questo senso la vela si avvicina al Motorsport, dove lo studio dei flussi e dei materiali è determinante. Inoltre, la politica energetica delle barche è cambiata: dai sistemi idraulici azionati manualmente si è passati a soluzioni elettriche come i power pack, che hanno eliminato la necessità di attività fisica continua per alimentare gli impianti.

Impatto umano delle scelte tecniche

La sostituzione del contributo muscolare con sistemi elettrici ha conseguenze dirette anche sulla composizione degli equipaggi. L’adozione del power pack ha reso possibile l’inclusione stabile delle donne nelle barche, favorendo la nascita di equipaggi misti. È un cambiamento che non riguarda solo l’efficienza meccanica, ma anche la cultura dello sport e la rappresentanza di genere nelle competizioni veliche di alto livello.

Spionaggio regolamentato e ruolo dell’uomo

La Coppa America porta con sé pratiche di sorveglianza e “recon” che sembrano uscite da un romanzo di spionaggio: fotografi e addetti seguono barche avversarie entro zone consentite, scattando immagini secondo regole precise. Questo sistema è formalizzato e permette uno scambio di informazioni sotto controllo, obbligando i team a prevedere contromisure tecniche e organizzative. Malgrado la tecnologia, però, la decisione finale resta un fatto umano: serve un direttore d’orchestra che sappia unire i pezzi progettuali, tattici e psicologici per ottenere la prestazione vincente.

In sintesi, ciò che in porto appare come una flotta di scafi affusolati è in realtà il risultato di una macchina complessa: tecnologie di avanguardia, materiali specialistici, partnership industriali e una collettività umana disposta a vivere e lavorare secondo ritmi e regole propri. La sfida di Luna Rossa non è solo ingegneristica, ma culturale: trasformare la passione italiana per il mare in una struttura capace di competere e vincere alla massima velocità.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.