Al Croke Park di Dublino il Leinster ha confermato la supremazia nell’United Rugby Championship 2026/2026 superando i Bulls di Pretoria per 36-7. La scenografia è la stessa dell’ultimo atto: le due squadre si sono ritrovate nello stadio irlandese per una finale che ha ribadito il valore della franchigia di Dublino e ha sancito, ancora una volta, le difficoltà della formazione sudafricana di giocare alla pari in trasferta europea.
La cronaca della finale: avvio travolgente e gestione del vantaggio
Il match si è indirizzato presto in favore del Leinsterche ha imposto un ritmo fisico e una pressione costante sugli avversari. La squadra di casa ha replicato lo schema della finale precedente: una partenza in crescendo ha portato a un predominio netto nei primi trenta minuti. Il punteggio ha assunto rapidamente dimensioni rilevanti: dopo 27 minuti i blu conducevano già per 19-0 e la prima frazione si è chiusa sul 22-0grazie anche a un calcio piazzato che ha aumentato il margine prima dell’intervallo.
Sequenza delle marcature e momenti chiave
La ripresa è cominciata con il Leinster ancora in controllo; al 46′ la squadra ha segnato la quarta meta per portarsi sul 29-0sigillando di fatto l’incontro. I Bulls hanno spezzato il tabellino con la meta di Canan Moodie al 62′, trasformata da Handre Pollard, fissando il punteggio sul 29-7, ma un successivo tentativo di marcatura è stato annullato dal TMO. Nel finale Harry Byrne ha firmato la quinta meta che ha portato il risultato definitivo a 36-7.
Protagonisti: Sam Prendergast, l’ovazione per James Lowe e l’infortunio di Caelan Doris
Il premio di player of the match è andato a Sam Prendergastautore di una prova di grande efficacia in regia: oltre a mettere la propria firma su una meta personale, ha realizzato punti dalla piazzola e gestito i tempi dell’azione con lucidità. La sua prestazione ha risposto alle critiche arrivate nel corso della stagione e ha contribuito in modo decisivo al secondo titolo consecutivo del Leinster.
L’addio di James Lowe e l’infortunio del capitano
La finale è stata l’occasione per salutare James Lowe, che dopo nove anni lascia la franchigia con un nuovo trofeo nel palmarès: l’ala è stata più volte acclamata dal pubblico e ha partecipato alla cerimonia di premiazione, sollevando il trofeo insieme al compagno Caelan Dorisquest’ultimo costretto a uscire in avvio per un problema al piede. Nonostante l’uscita prematura del capitano, il pacchetto di avanti del Leinster ha continuato a dominare le fasi statiche e le collisioni, costruendo la base della vittoria.
I Bulls: errori, indisciplina e la quarta finale persa
Per i Bulls la partita ha avuto un sapore amaro: si tratta della quarta sconfitta in finale dall’inizio dell’era URC, un record di finali raggiunte ma non convertite in successo. La prestazione dei sudafricani è risultata al di sotto delle aspettative, con una serie di errori gestuali e di indisciplina che hanno condizionato la costruzione del gioco. Due cartellini gialli per falli da in avanti volontari hanno costretto la squadra a lunghi periodi in inferiorità numerica, ostacolando qualsiasi tentativo di rimonta.
Impatto della trasferta e della pressione
Rimane evidente la difficoltà della franchigia di Pretoria a ribaltare il pronostico in un contesto europeo, con la lunga trasferta che sembra pesare sulla performance in una partita così cruciale. Nonostante alcune buone risorse individuali e cambi che hanno dato maggiore fisicità, i Bulls non sono riusciti a trovare continuità e precisione, permettendo al Leinster di controllare il ritmo fino al fischio finale.
Il tabellino ufficiale riflette la supremazia del Leinster: mete di Tommy O’Brien, Rieko Ioane, Jack Conan, Sam Prendergast e Harry Byrne; per i Bulls meta di Canan Moodie. L’arbitro della gara è stato Andrea Piardicoinvolto nelle decisioni chiave del match tramite il ruolo del TMO. Con questo successo il Leinster conquista il titolo URC 2026/2026 e aggiunge il decimo trofeo alla propria storia, confermandosi una delle realtà più solide del rugby transcontinentale.



