La federazione neozelandese ha deciso un rinnovamento sul piano tecnico: David Noel Rennie noto semplicemente come Dave, è stato scelto come nuovo head coach degli All Blacks. A marzo la nomina ha segnato l’inizio di una nuova fase per la squadra, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare un ciclo vincente in vista della Rugby World Cup 2027, a distanza di dodici anni dal trionfo del 2015.
L’addizione di Rennie alla guida arriva dopo una stagione in cui la nazionale ha collezionato 10 vittorie su 13 partite nel 2026, piazzandosi al secondo posto nel ranking mondiale ma lasciando trasparire nel gruppo uno stato di insoddisfazione che ha portato al cambio della panchina. La sfida immediata per il nuovo staff è il Nations Championship 2026.
Composizione dello staff tecnico e ruoli chiave
Il team che affiancherà Rennie combina figure con esperienze diverse: Neil Barnes già apprezzato in passato per il lavoro svolto a livello internazionale, entrerà nello staff insieme a Tana Umaga responsabile della difesa e a Mike Blair incaricato del reparto d’attacco. Tra gli allenatori degli avanti trova conferma Jason Ryan l’unico membro dello staff precedente mantenuto dalla federazione; la continuità sulla guida degli avanti punta a preservare elementi strutturali già collaudati.
La scelta degli uomini è strettamente collegata all’obiettivo federale: dopo l’era di Scott Robertson la sensazione è che la squadra non abbia mantenuto il trend di crescita atteso, e
Rosa convocata per il Nations Championship 2026: assenze, ritorni e novità
La lista dei convocati presenta conferme nel nucleo storico ma anche assenze pesanti per motivi fisici. Tra gli indisponibili figurano il capitano Scott Barrett il pilone Tamaiti Williams il seconda linea Fabian Holland e Leicester Fainga’anuku rientrato in Nuova Zelanda dopo un’esperienza a Tolone con l’obiettivo di riconquistare la maglia nera. In seguito a questi forfait, la squadra ha scelto Ardie Savea come capitano ad interim.
Tra i convocati emergono inoltre quattro esordienti: in prima linea spicca Xaver Numia 27enne pilone sinistro degli Hurricanes arrivato in prima squadra dopo diversi anni di affermazioni nel Super Rugby e con presenze nell’All Blacks XV. La convocazione di Numia è la logica ricompensa di una stagione di alto livello in franchigia.
Anton Segner e altre novità nella terza linea e tra i trequarti
La convocazione che ha attirato più attenzione è quella di Anton Segner flanker dei Blues è il primo giocatore nato in Germania a entrare nel gruppo degli All Blacks. La sua storia parte da una borsa di studio al Nelson College e prosegue con tappe formative nei Crusaders U18 nell’NPC con Tasman e infine nei Blues. Rennie ha sottolineato il rendimento di Segner usando parole chiare: “Anton [Segner] quest’anno è irresistibile.”
Tra i trequarti compaiono i nomi di Josh Moorby e Fehi Fineanganofo due ali degli Hurricanes autori di stagioni prolifiche in termini di mete. Moorby, con esperienze in Europa, e Fineanganofo, profilo potente e esploso nella stagione, rappresentano opzioni diverse per lo scatto e la finalizzazione.
Esclusioni significative e motivazioni tecniche
Tra gli esclusi di rilievo figura Rieko Ioane reduce da una stagione con il Leinster ma ancora sotto contratto con la federazione neozelandese; la direzione tecnica ha preferito puntare su esterni in forma come quelli degli Hurricanes, oltre a Caleb Clarke e Leroy Carter. Anche Du’Plessis Kirifi è rimasto fuori: Rennie non ha lesinato elogi sul suo rendimento («Du’Plessis è stato fantastico anche quest’anno»), ma ha spiegato come la stagione di Segner sia stata determinante nel confronto tra profili.
Altri tagli riguardano Noah Hotham e Timoci Tavatavanawai per Hotham è stato preferito Kyle Preston scelta motivata dalla volontà di imprimere maggiore velocità al breakdown e mantenere un ritmo di gioco altissimo mentre per Tavatavanawai è stata privilegiata la tecnica di altri centri.
La selezione mostra una tendenza chiara: mantenere una base di esperienza ma premiare la forma attuale e i giocatori che possono garantire intensità e produzione in avanti e fuori dal breakdown. Con lo staff nuovo e la rosa delineata, gli All Blacks puntano a testare idee offensive senza rinunciare a solidità difensiva in vista del Nations Championship 2026 e, più in là, della Rugby World Cup 2027.


