In vista dell’incontro con gli All Blacks a Wellington, Gonzalo Quesada ha spiegato con chiarezza le ragioni delle sue scelte di formazione, a partire dall’ala titolare. Al posto di Monty Ioane giocherà Louis Lynagh con la maglia numero 11, mentre Faissal mantiene il posto conquistato dopo la partita contro il Giappone. Quesada ha sottolineato di aver parlato col giocatore escluso: “Ho parlato con Monty Ioane” e ha ribadito che “Monty ha giocato bene. La sua esclusione non è una punizione“. La decisione, quindi, è frutto di valutazioni tecniche e di merito.
La scelta della panchina: il 6+2 e la profondità sulla seconda linea
Per affrontare la battaglia nei punti di incontro con la Nuova Zelanda, Quesada ha optato per una panchina organizzata come 6+2. “Per questo abbiamo optato per il 6+2 in panchina“, ha detto l’allenatore, spiegando che la scelta mirava a garantire coperture sia tra gli avanti sia tra i trequarti. L’avanti in più scelto per la panchina è Marini definito dallo staff come un elemento con “grande potenziale” e che si è ben allenato nelle settimane precedenti. Quesada ha poi rimarcato la necessità di costruire profondità nel ruolo del numero 4: “Abbiamo bisogno di creare profondità sul numero 4“.
Impatto sulle rotazioni e sulle opportunità
La scelta di mantenere in campo chi ha accumulato minuti si traduce in meno turnover: Quesada ha illustrato le due strade possibili dopo la prova contro il Giappone e ha scelto la continuità. “Avevamo due strade: cambiare 12-13 giocatori per affrontare gli All Blacks, oppure mandare in campo quelli che hanno una partita nelle gambe e sono più nel ritmo gara. Abbiamo optato per la seconda“, ha spiegato.
Valutazioni sulla prestazione contro il Giappone e clima di lavoro a Wellington
Quesada non ha nascosto i problemi emersi nella sconfitta con il Giappone, sottolineando errori concreti: palle perse, opportunità mancate (otto occasioni da meta con sovrannumero non sfruttate), calci inefficaci e ritmo non adeguato. “Contro il Giappone molti non sono stati all’altezza“, ha detto, ma ha anche precisato che “Siamo professionisti, non è una sconfitta che ha minato il morale“. Il gruppo, secondo l’allenatore, ha poi risposto con intensità nelle sedute a Wellington, nonostante il clima: la città registra temperature basse e Quesada ha ricordato che lì ci sono circa 8 gradi, evidenziando come i giocatori si siano impegnati in allenamenti intensi anche con pioggia e vento.
Stadio, avversari e rispetto reciproco
Lo stadio per la sfida contro gli All Blacks si presenta sold out e la Nuova Zelanda ha schierato la migliore formazione disponibile, segnale, secondo Quesada, di rispetto verso l’Italia. L’allenatore ha ribadito che questo atteggiamento è importante: avere di fronte il massimo della competitività implica che gli azzurri dovranno essere al loro meglio per reggere il confronto sui piani fisici e tecnici.
Riferimenti al passato e alla programmazione verso la prossima Coppa del Mondo
Nel suo discorso Quesada ha anche richiamato episodi del passato per mettere ordine nelle scelte di oggi: ha citato il pareggio con gli All Blacks legato alla partita annullata dal tifone Hagibis durante la Coppa del Mondo 2019 in Giappone con ironia sul fatto che quell’esito fu determinato dalle circostanze. “Esordire con la Nuova Zelanda può capitare“, ha ricordato, aggiungendo che la vicinanza della prossima Coppa del Mondo è una delle ragioni degli esordi in questo tour. Il coach ha richiamato la memoria anche sulla vittoria devastante dei neozelandesi a Lione, il celebre 97-16 per sottolineare il livello dell’avversario che si troverà davanti.
Infine, Quesada ha specificato le disponibilità nelle scelte di mediana: la coppia Varney-Garbisi è confermata dopo il Giappone, mentre come alternativa in panchina figura Alessandro Garbisi nel ruolo di 9, al posto di Alessandro Fusco. Il tecnico ha chiarito che la decisione punta a privilegiare chi ha ritmo partita, ricordando: “Ripeto, contro il Giappone molti non sono stati all’altezza“. Con la sfida contro gli All Blacks (sabato alle 7,10 italiane, visibile in chiaro su TV8 e su Sky Sport per gli abbonati) l’Italia cerca risposte concrete sul campo.



