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17 Settembre 2026

Padel: le chiavi per evolvere senza aumentare le partite

Migliora davvero al padel: abbandona la quantità, migliora la tecnica con i consigli di un esperto

Padel: le chiavi per evolvere senza aumentare le partite

Nel mondo del padel è frequente incrociare giocatori che, nonostante una programmazione intensa di partite settimanali, rimangono fermi a un livello medio. La causa più comune è l’incapacità di individuare e correggere le vere carenze tecniche, finendo per rinforzare errori e cattive abitudini.

Il coach Sandy Farquharson, fondatore di The Padel School ha spiegato con chiarezza le dinamiche che impediscono il salto di qualità. Le sue indicazioni, basate su esperienza pratica, vanno ben oltre il semplice conteggio delle partite: puntano a trasformare la qualità dei colpi, la gestione del punto e l’aspetto fisico.

Il mito del più è meglio: perché giocare di più non garantisce progressi

«Spesso si tende a pensare che la soluzione a tutti i mali sia giocare più partite», afferma Farquharson. Il problema è che la tecnica evolve solo quando gli errori vengono individuati e rimossi. Accumulare match senza una revisione critica porta a consolidare gli stessi difetti, rendendo più difficile l’intervento correttivo. In pratica, la quantità di gioco non è sinonimo di qualità.

Fundamentali: postura, gambe e distanza dalla palla

Una delle prime aree su cui concentrare l’attenzione è il gioco di gambe. Le gambe forniscono equilibrio e stabilità elementi indispensabili per colpire con precisione. Farquharson sottolinea: «Le gambe sono fondamentali per avere equilibrio e stabilità. A qualsiasi livello, soprattutto per i principianti, più è sviluppato il lavoro di gambe e la preparazione atletica, più precisi saranno i colpi grazie alla giusta distanza dalla palla».

Il ruolo della distanza dalla palla

Mantenere la corretta distanza consente di colpire la palla in modo più naturale, riducendo la necessità di fare affidamento sulla forza bruta. Quando il corpo è ben posizionato, la pala può muoversi fluidamente, permettendo al polso di controllare la direzione del tiro.

Presa, follow-up e gestione dei momenti difficili

Un errore ricorrente tra gli amatori è la presa eccessivamente rigida della pala. Farquharson avverte: «La pala va tenuta salda, ma non bisogna esagerare, altrimenti mano e polso non godono della flessibilità necessaria per controllare la testa dell’attrezzo e la direzione della palla.» Il follow-up invece, non richiede concentrazione attiva; è la decelerazione della pala che traccia il percorso del colpo.

Nel caso in cui la partita non stia andando a gonfie vele, il coach suggerisce di tornare alle basi: «Se state giocando male e gli errori gratuiti vi stanno affossando, concentratevi sul gioco di gambe e sulla ricerca di soluzioni comode. Non tentate colpi difficili senza stabilità; la chiave è la pazienza e l’attesa della palla giusta per avanzare». Ridurre gli errori non è solo una questione tattica, ma anche mentale, perché mantenere la calma permette di applicare le correzioni tecniche con maggiore efficacia.

Lavorare su gambe, postura, presa e follow-up porta a colpi più controllati, meno errori gratuiti e,

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.