La Route du Rhum tra Saint Malo e Guadalupe si è trasformata in una delle tappe più complesse della storia recente. Nelle acque dell’Arcipelago delle Azzorre, la combinazione di anticicloni, fronti stazionari e assenza di alisei ha creato un vero e proprio labirinto meteorologico. Solo a pochi giorni dall’inizio della gara, le scorte di vento risultano scarse, costringendo gli skipper a rivedere le proprie rotte in tempo reale.
Il 4 novembre, la situazione si è aggravata: una depressione di bassa pressione si sta formando a nord delle isole, minacciando sia gli Imoca sia i Class 40. I navigatori devono scegliere se affrontare la zona di convergenza, aggirarla da nord o attendere un corridoio di vento più favorevole. In questo scenario, la frase di Ambrogio Beccaria – “prigioniero del vento scarso” – descrive perfettamente la condizione di chi resta bloccato in un pugno di aria immobile.
Imoca: il duello di posizioni
Alle 16 CET del 4 novembre, la classifica degli Imoca mostrava un quadro in rapido mutamento. Ambrogio Beccaria, a bordo dell’Alla Grande Mapei, era salito a ottava posizione, a 305 miglia dal primo, ma era ancora intrappolato in una zona di venti variabili, senza alcuna via di uscita evidente.
Ambrogio Beccaria e la trappola del vento
Beccaria ha definito la sua situazione come una vera prigionia del vento scarso. Dopo aver guidato gli Imoca fino al capo, la sua barca è rimasta ferma, mentre il leader avanza con passi decisi. Nonostante la posizione di otto, il suo ritmo è stato fortemente penalizzato dalla mancanza di spinta laterale.
Francesca Clapcich: la rotta meridionale vincente
La Francesca Clapcich, al timone del 11th Hour Racing, ha optato per una traiettoria più meridionale, che le ha permesso di ridurre il divario sul leader. Alle 16 CET era terza, a 243 miglia dal primo, con la possibilità di recuperare qualche miglio nelle prossime 24 ore, quando Corentin Horeau dovrebbe rallentare tra Flores e Corvo a causa della depressione in formazione.
Corentin Horeau in testa
Corentin Horeau, pilota del MACSF, deteneva il comando, con un vantaggio di oltre 130 miglia rispetto ai più prossimi inseguitori. La sua strategia è stata quella di sfruttare un sottile corridoio di vento da nord, ruotando verso il nord-est per mantenere il miglior VMG (velocità rispetto al traguardo). Il risultato è stato più di 200 miglia di vantaggio rispetto al pomeriggio del 4 novembre.
Boris Hermann a ritmo serrato
Il terzo posto era occupato da Boris Hermann a bordo di Malizia 4, a 231 miglia dal leader. La sua posizione è stata solidamente difesa, ma la Clapcich sembra in procinto di superarlo nelle prossime ore grazie alla sua rotta più efficace.
Class 40: tattiche divergenti e guasti alle vele
Nel mondo dei Class 40, le scelte tattiche sono state altrettanto cruciali. Luca Rosetti, a bordo del Maccaferri Futura, ha deciso di aggirare la depressione da nord, puntando verso WNW alle 16 CET. Anche Ian Lipinski ha seguito una traiettoria simile, entrambi posizionandosi in testa a un gruppo di corridoi di vento più gestibili.
Luca Rosetti e Ian Lipinski: la corsa verso il nord-ovest
Rosetti si trovava al nono posto, a 64,6 miglia dal leader, mentre il francese Guillaume Pirouelle guidava la classifica, cercando di attraversare la depressione. L’incertezza delle condizioni farà emergere nei prossimi due-tre giorni chi avrà scelto la rotta più vantaggiosa.
Matteo Sericano: vele rotte e strategia di recupero
Il più drammatico dei problemi è stato riscontrato da Matteo Sericano sul Lucente. Dopo aver subito rotture ai gennaker A2 e A4 durante le prime 48 ore, le vele risultano ormai all’interno della barca e non più utilizzabili. Sericano ha comunicato: “non buone notizie da bordo, le vele sono ancora rotte”. Con un ritardo di 2-3 nodi, il suo obiettivo è recuperare le vele nella seconda parte della gara, quando i venti saranno più leggeri.
Andrea Fornaro: posizione di compromesso
Nel frattempo, Andrea Fornaro, a bordo di Influence 2, occupava il 18° posto a 91 miglia dal leader. La sua posizione intermedia gli consente di avere margini di manovra senza essere troppo esposto a condizioni estreme.
Maxi capovolti e altre ritiri
Il 4 novembre ha portato anche due incidenti tra i Maxi. Intorno alle 05:30, il Banque Populaire XI di Armel Le Cléac’h si è capovolto a 550 miglia a nord-ovest delle Azzorre. Il navigatore è illeso e ha attivato l’EPRIB. L’intervento è stato coordinato con il centro di soccorso marittimo di Jobourg e quello di Boston. L’incidente richiama la scuffia subita dallo stesso skipper nel 2018 a bordo di Banque Populaire IX.
Alle 22:05 del 3 novembre, Ocean Fifty Elvest di Matthieu Perraut si era anch’esso rovesciato a 400 miglia a nord dell’arcipelago; anche lui è salvo e in attesa di soccorsi. Altre uscite dalla regata includono Charles Caudrelier, che ha dovuto rientrare a Lorient per un foil sinistro gravemente danneggiato, e Anthony Marchand, fermo a Galway per verifiche. Jérémie Beyou, tra i favoriti, ha lasciato la gara per motivi medici.
Nel frattempo, il leader SVR Lazartigue a bordo di Tom Laperche rimane a 1621 miglia dall’arrivo con un vantaggio di 154 miglia su Sodebo di Thomas Coville. La gara continua a evolversi, con i protagonisti che dovranno negoziare la depressione in avvicinamento alle Azzorre e sperare in un miglioramento delle condizioni di vento per la fase finale.



